Scafista uccide un migrante: aveva bevuto il suo succo di frutta

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Dei 17 migranti a bordo, tutti originari dell‘Africa subsahariana, solo in 16 sono giunti sani, salvi e tutti interi, in Spagna, dopo la traversata in mare a bordo di un barcone iniziata lo scorso 5 luglio 2019. In tanti ancora oggi hanno bisogno di supporto psicologico, come riferiscono le unità di soccorso spagnole: hanno assistito all’uccisione di un loro connazionale, morto solo perché aveva bevuto il succo di frutta dello scafista -che già vantava precedenti penali.

Scafista uccide un migrante: decapitato

Ogni migrante che stava compiendo quella sofferente traversata in mare scortato dallo scafista guineano Oumar Diallo, aveva per sé una sacca con del cibo e del succo di frutta per tenere duro, in qualche modo, durante quel viaggio sotto al sole. Uno di loro, la cui identità è ancora sconosciuta, si era però azzardato a bere la bevanda dello scafista che, impazzito, ha estratto un pugnale e ha tagliato la testa al suo connazionale, gettandola poi in mare e lasciando il corpo decapitato sul gommone per altri 45 minuti.

I migranti a bordo sono rimasti impietriti, non riuscendo a dire una parola. Stavano viaggiando dal Marocco alla Spagna: una volta arrivati a destinazione, tanti sono stati soccorsi e supportati psicologicamente. Lo scafista costa costa caro: per ognuno aveva infatti chiesto un importo pari a 2500 euro. Non è la prima volta che l’uomo esorta i suoi connazionali a partire con lui chiedendo in cambio queste cifre da capogiro. Più volte era stato fermato dalla polizia e poi scarcerato. Dunque il simile gesto che è costato la vita (e la testa) di un uomo, non è stato affatto dovuto ad un’insolazione.