Scambio di prigionieri tra Usa e Iran. Un dialogo è possibile

Nuccia Bianchini

Prove di dialogo tra Iran e Usa che si sono scambiati due prigionieri in una mossa sorprendente tenuto conto della crescente tensione da quando Donald Trump è arrivato alla Casa Bianca e ha ritirato Washington dall'accordo sul nucleare del 2015. Lo scambio ha riguardato lo scienziato iraniano Massud Soleimani, un esperto di cellule staminali, accusato l'anno scorso negli Stati Uniti di aver tentato di esportare materiale biologico in Iran, e il ricercatore americano Xiyue Wang, arrestato nel 2016 nel Paese persiano e condannato per spionaggio.

Il primo ad annunciare la notizia è stato il ministro degli Esteri iraniano, Mohamad Yavad Zarif, che lo scorso aprile aveva già rivelato di aver proposto uno scambio di prigionieri a Washington. Poco dopo si è congratulato lo stesso presidente Usa, Trump. Il capo della diplomazia iraniana ha ringraziato "tutti i soggetti" che hanno avuto un ruolo nella liberazione, in particolare il governo della Svizzera, il Paese dove è avvenuto lo scambio. L'ambasciata svizzera a Teheran rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran da quando i due Paesi non intrattengono più relazioni diplomatiche, nell'aprile 1980 (Washington decise di interromperle dopo l'assedio all'ambasciata nella capitale iraniana, in cui vennero tenuti in ostaggio 52 diplomatici per 444 giorni).

Wang, di origine cinese, era stato arrestato nell'agosto 2016 in Iran e condannato a dieci anni di prigione per "collaborazione con governi stranieri" poiché, secondo Teheran, cercava di infiltrarsi negli istituti di ricerca per ottenere informazioni classificate dal Paese. Un rapporto pubblicato all'epoca dalla magistratura iraniana sosteneva che Wang aveva archiviato digitalmente 4.500 pagine di documenti ed era associato a un centro studi sull'Iran e sul Golfo Persico dell'Università di Princeton negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda Soleimani, uno scienziato specializzato nella ricerca sulle cellule staminali, era stato arrestato all'aeroporto di Chicago lo scorso anno e si trovava in un carcere di Atlanta (Georgia) in attesa del processo. La giustizia americana lo aveva accusato di aver tentato di portare in Iran alcune sostanze chimiche destinate alla coltivazione delle cellule, un'azione che, secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, era vietata a causa delle sanzioni di Washington a Teheran.

Il capo della Casa Bianca ha subito rimarcato come Wang fosse stato catturato durante l'amministrazione Obama e sia "tornato durante l'amministrazione Trump". "Grazie all'Iran per un negoziato molto equo. Vedete, possiamo fare un accordo insieme!", ha twittato il presidente, lasciando aperta la porta a un possibile dialogo con Teheran anche su altri temi.