Scandalo Bibbiano, il racconto di un bimbo: “Mi ha fatto vedere porno”

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Era il 27 giugno scorso quando, su mandato della Procura di Reggio Emilia è scattato un mandato di custodia cautelare per il sindaco di Bibbiano e alcuni assistenti sociali della Val d’Enza. Si era pensato a qualche ruberia nell’amministrazione locale. Magari tangenti, favori in cambio di voti, opere pubbliche mal realizzate. Eppure questa è una vicenda drammaticamente diversa da tutte le altre. Nello scandalo Bibbiano sono coinvolti bambini (colpevoli solo di essere bambini, con la loro spontaneità, ingenuità, bontà) e servizi sociali, i quali non hanno fatto che far cadere nel baratro del dolore famiglie innocenti, a cui sono stati sottratti per sempre i loro bambini.

Dalle indagini svolte finora, è emerso che molti disegni sono stati falsati e distorti per sostenere abusi mai esistiti, relazioni aggravate da fatti inventati. Tante le pressioni sui minori da parte di psicologi e assistenti sociali affinché dichiarassero ciò che non era accaduto. L’orrore è stato messo in atto da parte di alcuni funzionari dello Stato. E a rimetterci sono stati degli innocenti. Nelle ultime ore è stato indagato un altro uomo che lavora nel comune di Bibbiano, dove svolge mansioni per conto di terzi. L’uomo è accusato di aver commesso abusi sui minori. Tuttavia, a rendere più ingiusta la vicenda è il fatto che non sia ancora scattata alcuna misura cautelare. L’uomo, infatti, continua a svolgere le sue mansioni.

Scandalo Bibbiano, “Mi ha fatto vedere un porno”

Mi ha detto di tirargli giù i pantaloni. Mi ha fatto vedere un film porno sul telefonino e poi mi chiedeva di ripetere quegli atti“. Così si legge sul diario di un bambino di 11 anni. Con questi racconti liberava il suo animo puro e innocente da un peso insormontabile, vittima di una pressione psicologica sconcertante. L’accusa è rivolta a un uomo che lavora nel comune di Bibbiano, sebbene da questi non direttamente stipendiato.

La vicenda raccontata dall’11enne è spaventosa tanto quanto perversa e atroce. I fatti risalirebbero all’estate di un anno fa. Le indagini sono ancora in corso. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Marco Marano. Così informa Fanpage.it. Violenza sessuale aggravata perché commessa su un minore infradodicenne: questa l’accusa che attualmente grava sull’indagato.

Epiteti sessuali ripetuti insistentemente e linguaggio spinto utilizzato anche a scuola hanno allarmato le sue maestre, le quali hanno informato i genitori. Dopo la denuncia sporta dalla famiglia ai carabinieri, la onlus “La Caramella Buona” che ha offerto alla vittima la tutela legale del caso. Così riferisce ancora Fanpage.it.

“Confermo che seguiamo il caso da circa un anno. Presenta aspetti inquietanti. A tutela del minore e della famiglia, non possiamo dire altro che siamo certi di poter dimostrare nelle prossime udienze l’attendibilità della testimonianza del bambino. E che faremo emergere la verità”. Questa la breve dichiarazione rilasciata da Roberto Mirabile, presidente della onlus. Simone Servillo, l’avvocato che assiste la vittima dei presunti abusi, ha aggiunto: “Al momento non posso dire nulla. Siamo in una fase troppo delicata”.