Scandalo finanziario Vaticano, Pignatone a pm: depositare atti, anche video interrogatorio Perlasca

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Nella terza udienza del processo sullo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo londinese che ha tra i dieci imputati il cardinale Angelo Becciu, il Tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone ha ordinato la parziale restituzione all'Ufficio del promotore di giustizia degli atti, limitatamente a una parte degli imputati e dei reati loro ascritti, e che entro il 3 novembre si proceda al deposito degli atti ancora mancanti, tra cui le video registrazioni del testimone chiave mons. Alberto Perlasca. Il processo riprenderà il prossimo 17 novembre.

Il Tribunale Vaticano chiede al Promotore di giustizia di chiarire la posizione di mons. Perlasca, il teste chiave del processo. "Appare necessario - si legge nell’ordinanza- che il Promotore di giustizia comunichi se mons. Perlasca sia imputato in questo o in altri procedimenti e per quali reati, onde poterne apprezzare la veste processuale in vista delle future attività istruttorie".

Inoltre i giudici mettono nero su bianco che relativamente alla ‘prova regina’, cioè il video interrogatorio al teste chiave Perlasca, "non si comprende come la tutela della privacy possa essere messa a rischio dalla pubblicità, propria della sede dibattimentale, di atti (gli interrogatori) che per la loro natura non sono sottoposti a segreto o di dichiarazioni (come quelle rese da a Perlasca) che lo stesso Promotore ha indicato come fonti di prova e ha ripetutamente evocato per motivare la sua richiesta di citazione a giudizio degli imputati".

Stesse considerazioni, annota il Tribunale vaticano, "valgono, oltre che per ogni verbale contenente dichiarazioni, anche per quanto riguarda le intercettazioni o le cose in sequestro (compresi i supporti informatici) di cui le parti hanno diritto di prendere visione presso il luogo ove sono tuttora custodite (locali nella disponibilità dell’Ufficio del Promotore di giustizia)".

Il Tribunale, inoltre, nell’ambito del processo sullo scandalo finanziario legato alla compravendita del Palazzo londinese, ha disposto la parziale restituzione degli atti al Promotore di giustizia per alcuni imputati.

La restituzione degli atti al Promotore di giustizia rappresenta “una bocciatura della va metodologia utilizzata”. E’ la chiave di lettura del difensore del cardinale Angelo Becciu, Fabio Viglione.

Spiega Viglione che “il cardinale non ha potuto esercitare il diritto di interrogatorio per quei due capi di incolpazione per il resto noi avevamo eccepito non avere avuto a disposizione una serie di documenti, quali gli interrogatori completi, audio e video, e il presidente ha detto ’dovete metterli a disposizione delle difese’, tutto ciò che abbiamo eccepito è stato accolto. Il tribunale ha modificato anche un po' il corso perché non è possibile immaginare l'unicità, che presuppone che per tutti i capi di imputazione ci sia stata la stessa metodologia, invece per alcuni non ci sono stati interrogatori, il tribunale ha detto 'procedete poi si vedrà', e per il diritto di difesa ha ritenuto non infondate le nostre richieste: oggi non poteva fare di più, queste erano le questioni per ora poste sul tappeto”.

L’avvocato Viglione registra ancora che con le sue richieste “il promotore aveva già fatto un passo indietro ieri". E sulla ‘prova regina’ ribadisce la difesa di Becciu: “Vogliamo vedere il video, ore di interrogatorio, non i verbalini, vogliamo tutto, anche le intercettazioni”. Viglione spiega poi che “gli interrogatori seguiranno un altro percorso" e che Becciu potrà essere chiamato a rispondere di nuovo.

DIFESA TIRABASSI: PROCESSO AZZERATO - “Il Tribunale ha annullato il rinvio a giudizio del nostro assistito, Fabrizio Tirabassi, dipendente del reparto amministrativo della Segreteria di Stato e di altri importanti e fondamentali protagonisti della vicenda come il card. Angelo Becciu, i finanzieri Raffaele Mincione e Gianluigi Torzi e di mons. Mauro Carlino. Il clamoroso processo sulla vendita dell’immobile di Sloane Square è di fatto azzerato e limitato ad ipotesi di reato secondarie”. Così gli avvocati Cataldo Intrieri e Massimo Bassi, difensori di Fabrizio Tirabassi dopo l’udienza del processo in Vaticano. “Non solo, il Tribunale ha respinto anche la richiesta di mantenere ‘riservate’ le effettive dichiarazioni del principale teste di accusa mons. Perlasca ai promotori e ha chiesto notizie agli inquirenti sulla condizione di indagato del prelato in altri processi - spiegano i due penalisti - al fine di valutare se citarlo in aula assistito da un avvocato. Ricordiamo che Perlasca, inizialmente indagato e gravemente indiziato per gli stessi reati, è stato archiviato senza un formale provvedimento che motivasse tale scelta”. “Il rinvio al 17 novembre allo stato non riguarda gli imputati stralciati, di fatto il processo è ad oggi paralizzato nonostante i tentativi del Tribunale di riportare il procedimento entro i i canoni di legittimità e legalità previsti dalle norme internazionali e sino ad oggi gravemente trascurati”, concludono.

DIFESA MAROGNA: 'ATTENDIAMO VIDEO PERLASCA, APPUREREMO SIANO INTEGRALI - "Bene è uscita l’ordinanza del dottor Pignatone per quanto attiene al processo in Vaticano, ora attenderemo finalmente di poter vedere le registrazioni degli interrogatori del ‘super teste’, Mons Perlasca. Ovviamente, appureremo siano integrali". Lo scrive su Facebook Riccardo Sindoca, coordinatore del collegio difensivo di Cecilia Marogna.

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