Scandalo Pegasus, giornalisti e politici spiati anche in Ungheria

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Milano, 19 lug. (askanews) – Una fuga di notizie scopre il calderone di un abuso globale di sorveglianza informatica. Spyware venduti a regimi autoritari (compreso un Paese Ue, l’Ungheria) utilizzati per prendere di mira attivisti, politici e giornalisti.

L’indagine del Washington Post, del Guardian e di altre 15 testate suggerisce un abuso diffuso e continuo della tecnologia spyware, Pegasus, un malware che infetta iPhone e dispositivi Android per estrarre messaggi, foto ed email, registrare chiamate e attivare segretamente microfoni.

La fuga di notizie contiene un elenco di oltre 50.000 numeri di telefono che, si ritiene, siano stati identificati come quelli di persone di interesse dal 2016.

Inclusi nell’elenco centinaia di dirigenti, figure religiose, accademici, dipendenti di ONG, funzionari sindacali e funzionari governativi, inclusi ministri di gabinetto, presidenti e primi ministri.

L’elenco contiene anche il numero dei familiari stretti di un sovrano, suggerendo che il sovrano stesso potrebbe aver incaricato le proprie agenzie di intelligence di esplorare la possibilità di monitorare i propri parenti.

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