Scandalo Vaticano, Cecilia Marogna: "Non sono l'amante del cardinale, su di me solo falsità"

Gabriele Bartoloni
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(Photo: Myspace)
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Per Cecilia Marogna sono “tutte falsità” quelle che circolano su di lei. La 39enne di Cagliari smentisce le voci che la vedono come la Dama del Cardinale Angelo Becciu, finito al centro dello scandalo che ha scosso il Vaticano per le somme di denaro elargite per fini opposti rispetto a quelli finalizzati alla carità cristiana. Anche Morgana dunque avrebbe ricevuto dei soldi riconducibili a Becciu tramite la sua azienda slovena. Denaro che, invece di essere usato per fini umanitari, sarebbe stato spese per scarpe, vestiti, armadi e arredamento. In un’intervista al Corriere delle Sera si racconta così:

“Ho alle spalle una formazione scientifica, poi studi di geopolitica perfezionati in Libano. Ho dei forti valori cattolici e una formazione clericale, pur se mia figlia è nata fuori dal matrimonio. Mi definirei una studiosa di temi internazionali. Nel 2013 ho dato il mio contributo al Forum Mediterraneo che si è tenuto a Cagliari, che ha visto la partecipazione di numerosi capi di Stato del Nordafrica. Ho collaborato anche con la Camera di commercio italo-araba di Roma stabilendo rapporti di estrema stima con figure istituzionali dell’Egitto, della Siria, della Giordania e di altri paesi mediorientali”

Marogna racconta di aver conosciuto il cardinale Becciu nel 2015. Si incontrarono alla Segreteria di Stato vaticana per un colloquio che durò un’ora e mezza.

“Mi disse: ‘Mi sembra strano che una giovane donna come lei si interessi di questi temi’. Nacque un rapporto di stima sfociato in una collaborazione operativa. Mancava una diplomazia parallela nei Paesi nordafricani e medio-orientali, ma io sapevo cosa fare e come muovermi, anche per ridurre i pericoli derivanti alle Nunziature e alle missioni dalle cellule terroristiche presenti in quei Paesi”

La 39enne sostiene di aver usato i soldi riconducibili al cardinale – 500 mila in tutto, sostiene lei – per gestire varie situazioni in zone ad alto rischio con l’obbiettivo di portare avanti azioni di carattere umanitario. Niente spese personali dunque.

“Magari la borsetta era per la moglie di un amico nigeriano in grado di dialogare col presidente del Burkina Faso al fine di vigilare su rischi e pericoli per le Nunziature e le missioni vaticane...”

Sui rapporti con i servizi segreti dice:

“Sono di stima e collaborazione coi vertici dell’apparato dei Servizi italiani”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.