Scanzi vaccinato: "Sbagliato dire che italiani mi dovevano ringraziare"

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"Una tempesta di merda", che "non so da dove sia partita". Così Andrea Scanzi descrive, in un'intervista esclusiva su 'Affari Italiani', quello che gli è capitato dopo aver reso noto sui social di essersi vaccinato contro il coronavirus. Il giornalista non torna sui suoi passi, ma ammette alcuni errori 'di comunicazione'. "La mia frase sugli italiani che 'dovrebbero ringraziarmi', estrapolata dal contesto di una diretta Facebook di venti minuti effettata domenica 21 marzo, effettivamente presa a sé stante è senza senso. Me ne rendo conto", dice Scanzi.

In realtà, sottolinea il giornalista, "volevo solo dire che intendevo dare un segnale alle persone che avevano paura: credo di aver dato un impulso al piano vaccinale e, oltretutto, il mio post ha contributo a mettere online quella lista di 'panchinari' che, pur essendo regolarissima, fino ad allora era scritta a mano". Scanzi rivela di avere avuto qualche dubbio sul procedere alla vaccinazione proprio per le polemiche che si sarebbero potute scatenare. "Quando mi ha chiamato l'Asl ci ho pensato un po' su -dice- Avevo una piena autorizzazione da parte del mio medico curante e dell'Asl stessa, ma immaginavo che andando a vaccinarmi un po' di polemica sarebbe venuta fuori. Non pensavo a qualcosa di così forte, ma un po' me l'aspettavo, sì".

Scanzi ha poi deciso di non rinunciare all'opportunità. "Ho deciso di andarci comunque sia per coerenza con quello che avevo detto pubblicamente in tivù nei tre giorni precedenti, sia perché ingenuamente ho ritenuto che potesse essere un bel gesto -ribadisce- Molti italiani si sono spaventati per la vicenda-AstraZeneca e ho pensato che, avendo oltre due milioni di fan su Facebook, potessi dare un contributo: sono un bischero di 46 anni che di scienza non capisce nulla, ma che nutre fiducia in quello che la scienza dice! Per questo l'ho fatto alla luce del sole: non avendo nulla da nascondere, cosa che ribadisco, pensavo di dare un bel messaggio".