Scarcerazioni, Romano (Dap): magistrati sorveglianza mossi da soli

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Roma, 16 giu. (askanews) - Prima dell'emanazione della Circolare del 21 marzo, era stata la magistratura di sorveglianza di tutta Italia ma anche i tribunali a chiedere un intervento del Dap a tutela dei detenuti. "Autonomamente la magistratura di Sorveglianza si mossa da sola sulla base di relazioni sanitarie". E' quanto ha sostenuto in Commissione parlamentare Antimafia, Giulio Romano, il dimissionario direttore generale della direzione detenuti e trattamento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Il primi a scrivere furono i presidenti "dei tribunali di sorveglianza di Milano e Brescia, Di Rosa e Lazzaroni". Romano ha segnalato che "il 17 marzo i detenuti sono 60176, 10mila in pi della capienza regolamentare e il picco massimo di Covid-19 lo abbiamo avuto il 4 maggio, quindi era ovvio preoccuparsi per i detenuti". "Autonomamente - ha sottolineato - la magistratura di Sorveglianza si mossa da sola sulla base di relazioni sanitarie. Il 10 marzo presidente tribunale di sorveglianza di Roma ha chiesto di segnalare con urgenza ultrasessantenni con patologie, 13 marzo il presidente tribunale sorveglianza di Firenze ha chiesto gli elenchi dei detenuti particolarmente a rischio, tutte determinazioni - ha detto a mo' di esempio Romano - che anticipano la circolare". E poi si sono mossi anche i tribunali: "Tribunale di Trani, gip di Catanzaro, Tribunale di Gela, Corte appello Lecce, Gip Roma e Gip Catanzaro" ha detto Romano". Parlando della circolare Romano ha detto di essere confrontato il 20 marzo "con Basentini abbiamo scambiato opinioni. Sulla bozza si parlava anche del dibattito sulla detenzione umanitaria. Certo se passava cos - ha evidenziato Romano - le polemiche ci potevano stare, ma nella circolare non l'abbiamo nemmeno scritto". Quindi facendosi da solo la domanda ma "la nuova detenzione domiciliare non bastava?" ha risposto: "Io ho collaborato a quella legge, ma se hai un tumore e 19 mesi da espiare, la novella non ti aiuta".