Scarpe Crocs senza tutela: lecito copiarle

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Avrai sicuramente presente il modello di scarpe Crocs, gli “zoccoli di plastica” dall’inconfondibile stile che, qualche anno fa, hanno fatto irruzione sul mercato mondiale. Come sempre succede, quando arriva una novità nel campo della moda c’è sempre chi prova a copiarla. E il più delle volte la contraffazione arriva dalla Cina. Senonché, a sorpresa, proprio oggi, come riportato da Laleggepertutti.it, la Cassazione ha stabilito che non si può parlare di reato di contraffazione per il commerciante trovato a vendere le Crocs senza il marchio d’origine (nel caso di specie si trattava proprio di un cinese). Questo perché il modello industriale comunitario, concernente le scarpe Crocs, deve essere considerato, sin dall’origine, privo di tutela.  

Lo aveva già stabilito il Tribunale dell’Unione Europea quando, qualche tempo fa, ha rigettato il ricorso della società produttrice, confermando la decisione dell’Euipo, l’ufficio Ue per la proprietà industriale. Nella sentenza si legge che la domanda di registrazione del disegno o modello comunitario era stata presentata presso l’Euipo il 22 novembre 2004 e che la registrazione era stata concessa nell’anno successivo. Il marchio era stato poi acquistato dalla Crocs. Senonché tale registrazione era stata contestata per difetto del requisito di “novità” del disegno (condizione necessaria per la tutela del copyright). E ciò perché detto disegno era stato divulgato prima del 2003, ossia anteriormente al periodo di 12 mesi precedenti dal data di priorità rivendicata, contrariamente a come la legge richiede.  

In pratica è successo che il modello oggi in mano alla Crocs era stato divulgato prima della registrazione negli Stati Uniti anche attraverso un sito web: prodotti con quelle caratteristiche esteriori sono stati messi in vendita in varie zone degli Usa divenendo patrimonio conoscitivo anche degli specialisti del settore che operano in Europa. Così l’Euipo ha dichiarato la nullità del disegno delle scarpe Crocs, che ad oggi sono prive di alcuna tutela. 

La decisione risulta impugnata di fronte alla Corte di giustizia dell’Ue ma nel frattempo manca un presupposto indefettibile per ritenere l’esistenza della contraffazione.  

Ricordiamo che, in base agli articoli 4 e seguenti del regolamento Ce, un disegno o modello industriale è protetto se possiede due requisiti: la novità e il carattere individuale. Quest’ultima condizione si configura quando il modello desta nell’«utilizzatore informato» un’impressione generale che differisce in modo significativo da quella suscitata dalle precedenti registrazioni nel comparto merceologico di riferimento. E per “utilizzatore informato” si intende non un progettista o un esperto tecnico ma una persona che ha un alto grado di conoscenza del settore a causa del suo interesse per i prodotti.