Scatenati in chat, decimati in piazza. La protesta No Vax è un flop

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“Ma non c’è nessuno?”. “Io sono qui da mezz’ora, ma vedo solo giornalisti” . “Scusate devo studiare per un esame, si può rimandare di qualche giorno?”. “Vado via. La prossima volta non invitate proprio”. La chiamata all’occupazione delle stazioni dei No Green Pass ottiene la risposta di poche decine di persone e sul gruppo Telegram dove era partita l’iniziativa circola la delusione degli iscritti.

Cinquantaquattro le stazioni che alle 3 del pomeriggio dovevano essere occupate nei piani degli organizzatori, per impedire la partenza dei treni ad alta velocità, sui quali a partire da oggi viene richiesta la certificazione verde. “Non ci fermiamo finché non vediamo tutti i criminali della dittatura in galera. Stiamo scrivendo la storia”, scrivevano gli amministratori, incitando la gente a presentarsi accompagnati dai propri figli. Ma allo scattare dell’ora designata, davanti alle stazioni presidiate dalle forze dell’ordine, è apparso chiaro che la protesta non avrebbe in alcun modo inciso sulla circolazione dei mezzi.

Solo pochi manifestanti, in alcune città basta una mano a contarli. A Napoli in due sventolano la bandiera italiana. Nessuno porta la mascherina, non hanno intenzioni violente, si intrattengono a parlare con i giornalisti, spiegando le loro convinzioni. Il copione è simile per tutti: dittatura sanitaria, vogliamo libertà. C’è chi tira in ballo Soros e Bill Gates, che in qualche modo vorrebbero venire a conoscenza del suo stato vaccinale. Il gruppo Telegram si dichiara apartitico, ma alla stazione Tiburtina di Roma appare uno striscione affisso da un gruppo di militanti di Forza Nuova. In piazza anche il leader romano Giuliano Castellino.

È un flop, ma nella chat gli amministratori non desistono, invitano la gente a rimanere, perché “vedrete che più tardi saremo di più”. Ormai nel gruppo si riversano anche le ironie dei dissidenti troppo numerosi per sopperire immediatamente alla moderazione, ma alcuni post sono così surreali che non si capisce più dove inizi la presa in giro. “Questi sono dei nazisti, o li fermiamo o finiamo bruciati vivi nei campi di concentramento”, scrive qualcuno. “Esatto”, rispondono gli amministratori. “Ora mi sembra un paragone esagerato, però”, mostra scetticismo un altro utente. “Verso sera si uniranno altre persone che non sono potute venire, aspettate”, scrivono ancora gli amministratori, impotenti di fronte a una festa sfornita di invitati. “Non posso, ho il corso”, si scusa qualcuno, senza specificare se si tratti di judo o altro. E il sospetto circolato a poche ore dalla manifestazione si fa più insistente tra gli utenti delusi: “È stato tutto organizzato dal governo o dai Servizi Segreti, per screditare il movimento”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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