Scatta l'allarme dei vermi giganti nelle città italiane: 'specie non autoctona'

Un esemplare di Bipalium kewens (Wikimedia CC)

A quanto pare, l’Italia e la Francia hanno un grosso problema con i vermi. Già, perché nelle città di questi due stati sono stati trovati esemplari ‘alieni’ che possono minacciare le specie autoctone e rovinare la catena alimentare e l’habitat sotto i nostri piedi.

In Francia gli scienziati hanno confermato l’apparizione, in diverse zone, di ben cinque specie di vermi piatti, appartenenti al regno dei Platelminti. Due di queste, rintracciati nelle zone metropolitane della Francia appunto, sono il Bipalium kewense (originario dell’Asia sud-orientale) e il Diversibipalium multilineatum, entrambe della lunghezza di 40 centimetri. Nell’ambiente dei vermi sono da considerare come cattivi: sono infatti grossi predatori della sottofamiglia delle Bipalinee, e hanno una particolare testa a martello.

Il Diversibipalium multilineatum, originario del Giappone, è presente anche in Corea del Sud. Ora lo si trova appunti in Francia e in Italia. Il primo esemplare sulla nostra penisola è stato trovato in un giardino di Bologna.

La loro presenza in ambienti rurali e urbani potrebbe anche avere impatto sull’ecologia del terreno. Sono specie che a quanto pare si adattano bene anche in contesti peculiari, come quelli cittadini. Ma soprattutto sono invasive. Possono raggiungere i 40 centimetri di lunghezza e si cibano di altri animali nel terreno, ad esempio lombrichi e chiocciole, minando dunque la biodiversità locale e distruggendo altre specie autoctone. In Francia è stato trovato anche il Platydemus manokwari, che è più piccolo (va dai due a cinque centimetri) ma la preoccupazione più grossa è relativa ai vermoni precedentemente citati, da mezzo metro nei casi più eccezionali.

Tutti gli esemplari e i luoghi sono sotto osservazione, per verificare se queste specie provenienti da altri continenti stanno proliferando e se si dovranno trovare misure per contenerle.

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