Scene da un matrimonio, la serie che fa litigare le coppie davanti alla tv

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Scene da un matrimonio (Photo: HBO)
Scene da un matrimonio (Photo: HBO)

Scene da un matrimonio è un lungo corpo a corpo. Cinque ore che raccontano quasi quattro anni della vita da marito e moglie di Jonathan e Mira, fatta di sguardi, silenzi, ammiccamenti e parole, tante, usate spesso come rasoiate. Si tratta del remake della serie tv scritta e diretta da Ingmar Bergman nel 1973, una delle opere più copiate e citate in tv e al cinema quando si affronta una crisi di coppia. Confrontarsi con un mostro sacro come Bergman può fare tremare le vene dei polsi ma il risultato ottenuto da Hagai Levi per Hbo (in Italia su Sky Atlantic) è di tutto rispetto. E uno dei meriti principali è dei due attori protagonisti, Jessica Chastain e Oscar Isaac che forniscono una prova di grande valore. Tanto da impensierire, far discutere e addirittura litigare le coppie che davanti alla tv hanno seguito le loro discussioni furiose e i tentativi goffi e disperati di riconciliazione. Perché in ogni frase, in ogni loro piccola reazione è difficile non prendere parte: o con l’uno o con l’altro.

Fin dalla prima delle cinque puntate il regista ci mostra gli attori mentre raggiungono il set e la frenesia dei secondi che anticipano l’accendersi delle telecamere. Quasi a sottolineare che tra la finzione e la realtà talvolta la distanza non sia poi molta. Ci troviamo a Boston, nell’ovattato interno casa di una famiglia americana più upper che middle class. Come da copione, fuori ci sono giardino e vialetto. Dopo dieci anni di matrimonio Jonathan e Mira cercano di spiegare a una sondaggista come vedono loro stessi e che aspettative hanno della loro unione. Lui, docente ebreo ex ortodosso, è quello che sta a casa e bada la giovane figlia. Lei è una donna in carriera, spesso in giro per il mondo. Jonathan spiega di vedere il matrimonio come un mezzo e non come un fine e parla di una piattaforma in cui crescere in quanto individui. Mira, senza crederci troppo, dice che dopo i primi anni in cui tutto è bello ed entusiasmante a contare è soprattutto l’equilibrio. Si trovano poi di sera in camera da letto. Prima ci vengono mostrati in tutti i momenti che preparano l’incontro sul letto matrimoniale. Letto che si trasforma quasi in un ring dove dirsi le cose più terribili. L’equilibrio tra i due è ormai divenuto instabile e sarà lei a romperlo del tutto quando gli confesserà una relazione parallela con un ragazzo più giovane con cui vuole andare a vivere. “Non è uno di cui avresti stima, lo prenderesti in giro”, dice Mira a Jonathan credendo quasi di non ferirlo, ma ottenendo l’effetto contrario.

Se nella miniserie di Bergman era l’uomo quello in carriera e fedifrago, nella nuova versione i ruoli sono rovesciati: Mira quasi sempre perfetta ed elegante, Jonathan spesso in tuta da casa. Se la loro bellezza e figaggine da attori hollywoodiani non è di immediata immedesimazione con il pubblico, lo sono invece le frasi, le recriminazioni e i cliché che srotolano nei loro lungo corpo a corpo. Jonathan chiaramente spaventato e irritato dai sospiri e dalle smorfie della moglie in cui intravede qualche disastro imminente. Davanti a cui però preferisce tacere, quasi a schivare qualsiasi elemento che possa mettere in difficoltà la loro relazione. Mira che per allontanare nodi irrisolti tra loro propone in maniera spasmodica di fare qualcosa, di tenere la mente occupata e magari pensare alla ristrutturazione della casa. Jonathan che non vuole far pesare la scelta di essere rimasto a casa per stare dietro alla figlia ma lo fa in maniera “passivo-aggressiva” con lei che glielo rinfaccia. Per non parlare del valzer su chi abbia maggiori colpe nella loro separazione e via discorrendo. Tutto l’intreccio della miniserie procede per strappi. Sembra che nella coppia e nel matrimonio a un certo momento si rompa qualcosa che è impossibile da aggiustare. Anche se in fondo la domanda che emerge senza trovare una risposta definitiva è: ne vale la pena? Vale davvero la pena buttare tutto a carte e quarantotto e affrontare tutta quella sofferenza se non si è sicuri di un approdo migliore?

In Scene da un matrimonio c’è quasi tutto. E la bravura del regista aiutato dalla sceneggiatrice Amy Herzog è stato proprio mettere a nudo la coppia. In certi momenti sembra quasi di sentire la rabbia violenta di Storia di un matrimonio con Scarlett Johansson e Adam Driver, altra opera di successo degli ultimi tempi. Anche se in quel film rimaneva qualcosa di troppo costruito e freddo. Mentre il conflitto raccontato nella miniserie arriva forte e chiaro. Ci sono poi alcune litigate, in particolare quando il marito tempesta di domande la moglie sulla sua relazione extraconiugale, in cui si rivivono certe atmosfere di Closer. Magnifico film di Mike Nichols che quasi 40 anni dopo Il laureato dirige il quartetto Clive Owen, Jude Law, Julia Roberts e Natalie Portman in un vortice di tradimenti e separazioni senza fine. Non mancano poi alcune influenze letterarie, come ad esempio l’intera saga del Coniglio di John Updike o l’intenso La mia vita di uomo di Philip Roth. A ribadire ancora una volta che certe dinamiche nella coppia vengono da lontano e rimangono immutabili. Soltanto che questa volta sono accompagnate dai trilli e dal ronzare insopportabile degli smartphone.

Jessica Chastain e Oscar Isaac sul read carpet alla Mostra cinematografica di Venezia. REUTERS/Yara Nardi (Photo: Yara Nardi via Reuters)
Jessica Chastain e Oscar Isaac sul read carpet alla Mostra cinematografica di Venezia. REUTERS/Yara Nardi (Photo: Yara Nardi via Reuters)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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