SCHEDA-La drammatica ascesa e caduta della Superlega

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I 12 club della nuova Superlega europea

LONDRA, 21 aprile (Reuters) - Il progetto di una Superlega con i maggiori club europei di calcio, preparato in gran segreto per diversi mesi, ha lasciato di stucco tifosi, calciatori e politici all'annuncio della notizia domenica scorsa. Già oggi, però, il nuovo torneo ha vissuto il suo ultimo atto.

Gli ultimi giorni sono stati pieni di cacofoniche critiche giunte dagli spalti ai campi di calcio e dagli spogliatoi fino alle stanze del potere.

Di seguito una cronologia delle proteste partite domenica verso l'ora di pranzo, quando è uscita la notizia, fino a quando il progetto non è stato dichiarato definitivamente tramontato questa mattina.

DOMENICA 18 APRILE

Mentre si disputavano gli incontri del weekend in tutta Europa, il Corriere dello Sport ha annunciato che un gruppo dei principali club del continente stavano progettando un torneo indipendente chiamato Superlega. La notizia è emersa il giorno prima della riunione del Comitato Uefa per discutere della riforma della Champions League.

La conferma immediata della Superlega non arriva. La lista completa delle squadre coinvolte non è ancora chiara. Ma le prime critiche iniziano a prendere slancio.

La Uefa, tramite un comunicato congiunto con le leghe della massima serie e le federazioni di Inghilterra, Spagna e Italia, descrivono il torneo come un "progetto cinico fondato sugli interessi personali di pochi club in un momento in cui la società ha bisogno più che mai di solidarietà".

I leader politici europei intervengono immediatamente. Il presidente francese Emmanuel Macron loda le squadre del suo paese per essere rimaste fuori dal progetto e promette "di proteggere l'integrità delle competizioni federali, che siano nazionali o europee".

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto che il piano "è molto dannoso" e che le squadre coinvolte "devono rispondere ai tifosi e all'intera comunità calcistica prima di fare ulteriori passi avanti".

Le prime voci che giungono dal rettangolo di gioco non promettono bene. Gary Neville, ex capitano del Manchester United e rispettato opinionista, si scaglia contro i proprietari delle squadre che hanno organizzato il tutto: "è pura cupidigia, sono degli impostori".

NOTTE TRA DOMENICA E LUNEDI', 18-19 APRILE

Nella notte arrivano la conferma della Superlega e l'elenco dei 12 club fondatori: le italiane Milan, Inter e Juventus, le spagnole Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona e le inglesi Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City, Manchester United e Tottenham Hotspur. Nessuna squadra tedesca o francese è coinvolta.

"La pandemia ha mostrato che sono necessari una visione strategica e un approccio commerciale sostenibile per accrescere il valore e il sostegno verso l'intera piramide del calcio europeo", ha affermato la Superlega, aggiungendo di essere pronta a confrontarsi con Uefa e Fifa.

Cosa più importante, vengono rivelati alcuni dettagli che confermano che le 12 squadre, insieme ad altre tre, avranno un posto garantito in quello che sarà un torneo a 20 squadre: un aspetto che annulla la meritocrazia e provoca lo sdegno dei tifosi.

LUNEDI' 19 APRILE

Nel comunicato dei club fondatori della Superlega si legge che rappresentano "miliardi di tifosi in tutto il mondo", ma le reazioni dagli spalti raccontano un'altra storia.

"E' una decisione avida per riempire le tasche di chi sta in alto ed è stata presa senza alcuna considerazione per i sostenitori devoti, la nostra storia, il nostro futuro e il futuro del calcio in questo Paese", ha detto il Chelsea Supporters Trust.

La Liga, massima serie spagnola, ha definito il piano "egoista" e "individualista".

Nel crescente turbinio, emergono i dettagli dei lavori dietro al progetto, con la banca di investimento statunitense JP Morgan che conferma il finanziamento del piano. Nel frattempo, i titoli quotati in borsa dei club coinvolti nel nuovo torneo balzano a due cifre, mentre scivolano quelli delle squadre rimaste fuori.

Ma coloro che si oppongono al progetto iniziano a procedere a passo più spedito, come nel caso del governo britannico, che afferma che prenderà in considerazione "assolutamente tutto il possibile" per bloccare il piano nell'immediato.

Anche le finanze della Superlega si fanno meno sicure, con le emittenti europee che criticano l'iniziativa e con la spagnola Mediapro convinta che le emittenti non scioglieranno i contratti con la Uefa.

Anche i reali, solitamente più riservati, intervengono. Il principe Willian, secondo in linea di successione al trono britannico, scrive su Twitter: "condivido le preoccupazioni dei tifosi sulla proposta della Superlega e il danno che rischia di causare al gioco che amiamo".

Un segnale altrettanto preoccupante per il nuovo torneo giunge dai calciatori che si oppongono al progetto. Ander Herrera del Paris St-Germain afferma che la Superlega significherebbe la "fine dei sogni" per i tifosi che sperano in una competizione vera. Bruno Fernandes, centrocampista del Manchester United, scrive che i "sogni non si possono comprare".

Lunedì in campo i giocatori del Leeds indossano una maglia con uno slogan di protesta prima dell'incontro di Premier League con il Liverpool e appendono uno striscione in cui si legge "guadagnatevela sul campo".

Ma, data la segretezza del progetto Superlega, il tecnico del Liverpool Juergen Klopp afferma che i giocatori non sono da condannare. "Non siamo stati coinvolti in alcun processo, né i giocatori, né io. Non ne sapevamo nulla", ha detto.

MARTEDI' 20 APRILE

Un altro brutto colpo arriva quando Pep Guardiola, tecnico del Manchester City, lancia un duro attacco al concetto su cui si fonda l'iniziativa. "Non è giusto che una squadra lotti, lotti, lotti, arrivi in cima e non possa qualificarsi perché il successo è già garantito a poche squadre", ha detto. "Non è sport se non si può perdere".

Le potenziali ricadute si fanno più gravi quando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, comunica ai 12 club che "o si è dentro o si è fuori", minacciando di escluderli, insieme ai giocatori, dalle competizioni nazionali e internazionali.

L'azienda pronta a gestire la Superlega ottiene una sentenza di un tribunale spagnolo che auspica possa impedire a Uefa e Fifa di tentare di fermare il torneo.

Nel frattempo il governo britannico avverte che prenderà in considerazione delle nuove leggi per bloccare il piano e per la prima volta si ha la sensazione che il progetto stia iniziando a vacillare.

La Bbc dà la notizia che il Chelsea è titubante, e i tifosi iniziano a festeggiare davanti allo Stamford Bridge di Londra. Il Sun segue e annuncia che anche il Manchester City sta avendo dei ripensamenti e, più avanti nella giornata, sarà il primo club fondatore a confermare che si ritirerà dal torneo.

I ripensamenti in Inghilterra si diffondono in tutto il continente. I media spagnoli riportano che la partecipazione del Barcellona verrà decisa con una votazione dei membri del club.

Nella tarda giornata di martedì, nel giro di 15 folli minuti le restanti quattro squadre inglesi si ritirano, e alcune affermano di aver "ascoltato i tifosi".

MERCOLEDI' 21 APRILE

Questa mattina la Superlega sembra naufragata. I club italiani e spagnoli seguono l'esempio dei fondatori inglesi e via via annunciano il ritiro dal progetto.

Il presidente della Juventus Andrea Agnelli dice a Reuters che è ancora convinto della bontà del progetto ma ritiene che non possa più andare avanti viste le defezioni.

Dalle dichiarazioni dei proprietari dei club e di chi ha appoggiato inizialmente il piano emergono rimorso e dispiacere.

John Henry, tra i principali soci del Liverpool, ha riassunto lo stato d'animo contrito nel suo video di scuse per il caos causato dicendo: "È qualcosa che non dimenticherò. E mostra il potere che i tifosi hanno oggi e che giustamente continueranno ad avere".

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)