SCHEDA - Turchia, quanto vale per l'Italia e chi fa affari con Ankara

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Il nuovo governatore della Banca centrale turca Sahap Kavcioglu

ROMA (Reuters) - La lira turca si stabilizza dopo il tracollo di lunedì in reazione alla decisione del presidente Tayyip Erdogan di licenziare il governatore 'falco' della banca centrale.

La Turchia è il 12° mercato di destinazione per l'export italiano e il 1° mercato di destinazione dell'export italiano in Medio Oriente e Nord Africa.

L'andamento dell'export italiano verso la Turchia è in flessione da qualche anno. Aveva un valore di 8,8 miliardi nel 2019, già in calo del 13% sull'anno prima, ed è stato di 8,3 miliardi nel 2020, secondo dati Sace, che proiettano per quest'anno una ulteriore flessione a 7,5 miliardi.

I settori che esportano di più dall'Italia verso la Turchia sono meccanica strumentale (25%), mezzi di trasporto (10%), chimica, metalli, estrattiva (9% ciascuno), gomma e plastica (8%).

Per l'Italia la Turchia vale il 4,4% dell'export totale, contro il 9,2% della Germania.

L'import dalla Turchia nel 2019 è stato pari a 9,5 miliardi, in crescita del 4,6%.

Sono molte le aziende italiane che hanno una presenza in Turchia, secondo l'osservatorio economico della Farnesina (https://www.infomercatiesteri.it/presenza_italiana.php?id_paesi=95).

Secondo dati della Banca d'Italia, l'esposizione internazionale per cassa verso la Turchia delle banche italiane al 30 settembre 2020 era di poco superiore a 5,8 miliardi di euro. L'esposizione locale in valuta locale per cassa nello stesso periodo era pari a 184 milioni. Entrambi valori in calo rispetto ai due precedenti trimestri.

Dati Bankitalia, migliaia di euro

Esposizione per internazionale locale in valuta locale

cassa:

Data Valore Valore

30/09/2020 5.807.836 184.253

30/06/2020 6.669.664 221.731

31/03/2020 7.989.172 184.761

31/12/2019 7.624.394 4.034.478

(Stefano Bernabei)