Schiaffo Europarlamento a Commissione Ue: non protegge le api -2 -2-

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Roma, 23 ott. (askanews) - Gli eurodeputati sottolineano quindi che la Commissione non avrebbe dovuto cedere alle pressioni e avrebbe dovuto fare pieno uso dei suoi poteri, poiché i 16 Stati membri contrari all'applicazione dei nuovi criteri di protezione non formavano una maggioranza qualificata, e non avrebbero potuto bloccarli. Infatti, nell'ambito dei "comitati di esecuzione" dell'Ue che esaminano e votano questo tipo di proposte, vige il meccanismo per cui le proposte di decisione della Commissione possono essere bocciate solo dall'opposizione di una maggioranza qualificata di paesi, altrimenti l'Esecutivo Ue può procedere all'adozione della decisione.

"Il nuovo Parlamento europeo ha dimostrato la propria serietà riguardo alla protezione degli impollinatori minacciati in Europa. Il Parlamento ha superato il suo primo test verde, ora tocca a von der Leyen e alla sua squadra dimostrare che la Commissione può fare lo stesso e proteggere le api dai pesticidi pericolosi", ha commentato subito dopo il voto Franziska Achterberg, dell'Ufficio europeo di Greenpeace.

Soddisfatto il verde Baas Eickhout, primo firmatario della proposta di risoluzione: "Il Parlamento europeo, a maggioranza schiacciante, ha inviato un messaggio chiarissimo alla Commissione e agli Stati membri: la Commissione - ha sottolineato - non ha spinto per una proposta adeguata, e la questione deve essere portata ora al livello politico, investendo il Consiglio Ue".

Un risultato molto positivo anche per le italiane Simona Bonafé (Pd) ed Eleonora Evi (M5s). "Il nostro gruppo - ha detto Bonafé - ha rigettato una proposta della Commissione poco ambiziosa. Serve con urgenza una nuova proposta che metta in condizione l'Ue di comprendere anche la tossicità acuta" nelle valutazioni di rischio dei pesticidi. "L'Efsa - ha ricordato Evi - ha le sue linee guida sulla valutazione dei pesticidi già dal 2013, ma la proposta della Commissione non teneva conto delle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche. Avrebbe dovuto fare di più, e non lo ha fatto. Ora ci aspettiamo che la nuova Commissione von der Leyen prenda a cuore la questione, e che agisca di conseguenza", ha concluso Evi.

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