Schiavone (Cgie): con SITA miglior coordinamento attività solidali

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Roma, 22 apr. (askanews) - Un progetto "che permetterà di coordinare le attività solidali degli italiani all'estero attraverso tutte le sue articolazioni che partono dal Cgie, dai Comites, dalle associazioni, dagli enti e organizzazioni variegate". Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie), ha descritto così Solidarietà italiana (SITA), la piattaforma presentata oggi in videoconferenza e nel corso di una diretta Facebook.

"Il fine di questo progetto", ha spiegato, "è quello di mettere in piedi un'articolazione solidaristica autonoma e lungimirante e di integrare l'attivismo e l'azione delle comunità italiane all'estero nei processi solidali di primo intervento a sostegno e a supporto anche complementare prodotti dall'Italia per ridurre i tempi di reazione alle crisi e favorire una maggiore incisività dell'intervento e degli italiani all'estero". Configurando, ha aggiunto, "la nostra innata solidarietà come diversa espressione di un altro modo di presentare il made in Italy nel mondo. Ovvero il made in Italy della solidarietà".

Solidarietà Italiana, "che ha l'acronimo SITA ed è stata ideata da un gruppo di ingegneri e professionisti informatici coordinati dal consigliere del Cgie Antonio Putrino, che ringrazio a nome di tutti noi", produrrà, ha sottolineato il segretario generale, "documenti guida e progetti che potranno essere utilizzati e replicati liberamente nell'immediato e in futuro da tutti i soggetti italiani attivi all'estero per tutte le future attività solidaristiche. Il primo progetto di questa associazione è stato creato espressamente per rispondere direttamente all'emergenza bellica in Ucraina e si occupa di creare schede-Paese con formazioni di carattere amministrativo e sanitario contenenti dati utilissimi ai profughi ucraini sui Paesi di approdo, in lingua inglese, ucraina e russa".

Antonio Putrino, ha ricordato Schiavone nella sua introduzione illustrativa, "è stato sul luogo in Polonia più volte, ci fornirà informazioni dettagliate sul contenuto di questo progetto. Ringrazio Antonio per l'enorme lavoro e per gli investimenti finanziari privati messi a disposizione di questo progetto, che chiedo al Cgie, ai Comites, alle associazioni ai presenti di divulgare e applicare nell'immediato e in futuro nei nostri Paesi di residenza. Nella necessità emerge sempre il genio italiano: in quest'occasione siamo riusciti a portare a un unico comune denominatore interventi per organizzare, fornire e dare corpo a una governance della solidarietà promossa dagli italiani all'estero. Che in ultima analisi ci permetterà di quantificare e di rendere più semplice coordinare gli interventi, che fino ad oggi purtroppo sono spesso risultati improvvisati e disarticolati". Roma, 22 apr. (askanews) - La brochure e le modalità dell'utilizzo delle informazioni delle attività saranno in seguito disponibili anche sul portale del Consiglio generale degli italiani all'estero.

"Il progetto SITA", ha aggiunto il numero uno del Cgie, "nasce dalle proposte emerse nelle riunioni precedenti a questa con i Comites dei Paesi limitrofi all'Ucraina, è patrocinato in forma morale dal Cgie, è un progetto di pubblica utilità ed è messo a disposizione di tutti i soggetti italiani presenti nelle nostre comunità nel mondo. Affronta problemi e li risolve cercando di rispondere concretamente a questioni che ritornano ormai spesso in situazioni emergenziali, ovvero quando le risposte delle nostre azioni sono lente, quando le azioni non sono coordinate, quando c'è disorientamento su chi fa cosa nei vari Paesi. Nei momenti in cui bisogna ripartire sempre da zero per la raccolta dei fondi che poi sono utilizzati e non sempre nella maniera appropriata e soprattutto per favorire uno sforzo solidale".

"Ho detto che in tre parole", ha evidenziato, "lo sforzo di questo progetto risponde alla tempestività, alla solidarietà e all'immagine delle organizzazioni di rappresentanza e soprattutto quelle presenti sui territori nelle nostre comunità del mondo. In questi ultimi sette od otto giorni Antonio Putrino ha lavorato solo per arrivare alla presentazione di questo progetto, ancora una volta lo ringrazio per i sacrifici e anche per gli spostamenti che ha dovuto fare, per verificare sul posto in Polonia in particolare e in alcune città di frontiera, la situazione per mettere in piedi un progetto che possa essere di pubblica utilità per tutte le nostre comunità ma soprattutto che possa essere replicabile in futuro per tutte e in tutte quelle occasioni per cui noi siamo chiamati a intervenire. Sia in rappresentanza delle comunità ma soprattutto sotto l'auspicio e l'interpretazione variegata della solidarietà".

E, ha concluso, "il Cgie come le nostre comunità in questi frangenti sono sempre stati in prima linea".

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