Schiavone: "E' ora di un ministero degli italiani nel mondo"

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Roma, 24 mar. (askanews) - Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all'estero, a proposito dell'emergenza Coronavirus commenta: "Questa lezione sarà utile per pensare finalmente all'istituzione di un ministero degli italiani nel mondo".

"Gli occhi, le orecchie e i pensieri dei nostri connazionali all'estero sono continuamente rivolti al nostro Paese", osserva Schiavone intervistato da 9Colonne, "l'attenzione della rete diplomatico consolare in questa fase è rivolta alle migliaia di turisti, studenti, temporaneamente all'estero che devono o desiderano ritornare a casa. Questa risulta essere l'emergenza immediata, che anche se con qualche ritardo ha cominciato a funzionare".

"L'Unità di crisi - sottolinea il Segretario Generale del CGIE - è un gioiello dell'amministrazione che splende per un encomiabile lavoro, fatto di sacrifici e di ottimi risultati. Nella tempesta che ha portato molti paesi a erigere nuove frontiere e a tagliare i ponti con l'Italia, è riuscita a ripristinare molti voli straordinari per riportare a casa i nostri connazionali bloccati negli aeroporti o nei porti di tutto il mondo, promuovendo e inventandosi soluzioni".

"Alcuni ambasciatori e consoli hanno assunto decisioni coraggiose a tutela dei funzionari, pur garantendo i servizi amministrativi essenziali: stanno garantendo, dove possibile, il proseguimento delle lezioni per le scuole pubbliche, quelle paritarie e i corsi di lingua e cultura italiana; sono presenti e attivi con messaggi e informazioni mediante internet e social media. Parlo dei più illuminati, di diplomatici ligi al dovere e veri servitori dello Stato. Questi comportamenti, purtroppo, non sono riscontrabili ovunque, almeno da quanto mi risulta dalle innumerevoli telefonate e dai messaggi che mi giungono da ogni parte del mondo".

Per Schiavone, quando tutto questo finirà, dunque "al rientro nella normalità, il governo italiano dovrà analizzare i limiti della sua azione verso le comunità italiane all'estero, riformando le leggi dei Comites e del CGIE che devono essere messi in condizione di svolgere compiti più incisivi, mentre questa lezione sarà utile per pensare finalmente all'istituzione di un ministero degli italiani nel mondo, senza il quale milioni di nostri connazionali e italo discendenti continueranno a essere relegati negli angoli più bui della vita del Paese".