Schirò (Pd): primo ok commissione parlamentare italiani mondo

Pol/Bac
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Roma, 29 ott. (askanews) - "La Commissione esteri della Camera ha licenziato per l'Aula la proposta di legge che istituisce la Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo. Il parere favorevole è stato unanime, su un testo unificato che ha raccolto, dopo un complesso lavoro di confronto e di incastro, sette diverse proposte, tra le quali quella da me presentata a novembre del 2019". Lo riferisce in una nota la deputata dem eletta all'estero, Angela Schirò. "Nella proposta unificata - spiega - ci sono indicazioni e passaggi che vengono dalla mia proposta e ce ne sono altri che vengono da quelle dei colleghi di altri gruppi. Anche se avrei preferito un testo più asciutto e diretto alla definizione della natura e delle funzioni della Commissione bicamerale, mi ritrovo con convinzione nella proposta licenziata, che considero un riconoscimento importante per gli italiani all'estero e per il ruolo che essi possono svolgere a sostegno della proiezione internazionale dell'Italia". "Di questa prima parte del percorso, mi interessa sottolineare - dice - tre aspetti. Il primo riguarda il clima sostanzialmente unitario tra le forze politiche e parlamentari che ha portato a questo risultato. Non sono mancate e non mancano le differenze di accenti e sensibilità, ma tutti hanno dato prova di responsabilità, rinunciando a qualcosa, pur di convergere su un testo comune". "Il secondo - prosegue - è che a poca distanza dalla conferma referendaria della riduzione del numero dei parlamentari, che colpisce particolarmente la rappresentanza estera, c'è stata una risposta diretta e incisiva, almeno sul piano di una nuova e più efficace strumentazione parlamentare. Tanto più significativa, in quanto unitaria". "Il terzo - osserva - è che la Commissione è allo stesso tempo un osservatorio per leggere e capire meglio le questioni che riguardano gli italiani all'estero, una sede di amplificazione della loro voce e della loro presenza a livello istituzionale e, nello stesso tempo, uno strumento di valutazione e coordinamento dei provvedimenti a loro diretti". "Certo, si tratta di un primo passo, che l'Aula - ne sono sicura - vorrà confermare, ma che deve avere poi l'avallo del Senato. E una volta arrivati alla legge istitutiva, ci saranno i tempi di istituzione e di avvio del funzionamento. E' necessario, dunque, fare presto perché è di vitale importanza che entro la legislatura la Commissione possa entrare a regime e diventare una solida premessa per le legislature future", conclude Schirò.