Schoenborn: non sono profeta ma penso che Sinodo non si spaccherà -2-

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Città del Vaticano, 21 ott. (askanews) - Al doppio sinodo sulla famiglia, il primo di Papa Francesco, per dire, i temi più controversi fecero dibattito. Il Sinodo straordinario, in particolare, nel 2014, si concluse con la bocciatura (nel senso che il quorum dei 2/3 non fu raggiunto) di tre paragrafi-chiave, relativi alla comunione ai divorziati risposati e all'accompagnamento delle coppie gay. Il tema dell'omosessualità, nel successivo sinodo ordinario del 2015, sparì dai radar, i divorziati risposati ottennero per un soffio la maggioranza, senza esplicito riferimento all'eucaristia: nell'esortazione apostolica post-sinodale, Amoris laetitia, il Papa reintrodusse la questione, ma in nota a piè di pagina, e suscitò le ire dei conservatori. Al sinodo sui giovani, l'anno scorso, tutto filò liscio, o quasi: tutti i paragrafi ottennero almeno i due terzi dei voti, ma alcuni paragrafi, in particolare quelli che incrociavano i temi della sessualità, coagularono una minoranza contraria di un certo peso. Ora ci sono due temi che sono particolarmente dirimenti, e sui quali - un po come la comunione ai divorziati risposati del 2014-2015 - alla fine i padri sinodali dovranno dire sì o no: nuovi ministeri per le donne (lettorato? diaconato? un nuovo ministero di guida della comunità?) e possibilità di ordinare uomini sposati di sicura fede al sacerdozio, in modo da assicurare alle comunità della sconfinata amazzonia una guida spirituale ed una vita sacramentale costante, e non solo una o due volte l'anno quando un sacerdote riesce a raggiungerle. Ovviamente, molto dipenderà dalla formulazione finale delle proposte, ma alla fine conteranno i voti. Esclusi gli 80 tra uditori, invitati speciali, esperti e delegati delle altre Chiese cristiane, che non hanno diritto di voto, i padri sinodali sono 185: la maggioranza dei due terzi è 123.