"Sciascia mi chiese una foto, l'ultima. Era l’autoritratto di un condannato a morte"

Giuseppe Fantasia
·Journalist
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Leonardo sciascia (Photo: F.Scianna: Adelphi)
Leonardo sciascia (Photo: F.Scianna: Adelphi)

“La verità – scriveva Leonardo Sciascia in “Todo Modo”, uno dei suoi libri più conosciuti e letti ancora oggi, ripubblicato in una nuova edizione da Adelphi - è sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo nessuno la vede”. Cercò di trovarla a “suo modo”, conducendo una battaglia fatta con pamphlet e articoli di denuncia, opere dedicate a misteriosi casi di cronaca e romanzi capaci di cogliere con straordinaria acutezza il groviglio inquietante di una certa realtà italiana. Attraverso una coraggiosa immersione nella materia non certo limpida della vita sociale e politica del nostro Paese, l’autore originario di Racalmuto, in provincia di Agrigento, volle far luce sulle trame occulte del potere denunciando la collusione tra Stato e Mafia, le stragi impunite, la corruzione e l’allentarsi dei vincoli della società civile.

A distanza di cento anni dalla sua nascita (8 gennaio 1921) e a 31 dalla sua morte (20 novembre 1989), Sciascia continua ad essere una voce della Storia italiana che il tempo non spegne e il suo spessore sembra crescere sempre di più per la sua visione lucida della realtà e per la limpidezza morale che traspare dalle sue parole. Mentre i politici italiani e molti giornalisti dell’epoca si affannavano a dichiarare che le lettere di Aldo Moro dalla prigionia erano opera di un pazzo o comunque prive di valore perché risultanti da una costrizione, Sciascia decise di leggerle con l’acume e lo scrupolo che sempre aveva verso qualsiasi documento. Sulla base di quelle lettere riuscì così a ricostruire una intelaiatura di pensieri, di correlazioni e di fatti che sono ciò che più ci ha permesso di capire - o di avvicinarci a capire - un episodio orribile della nostra storia. Il risultato fu “L’affaire Moro”, scritto nel 1978 e ripubblicato da Adelphi in una nuova edizion...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.