Scienza, la ricerca venuta dal futuro: Cnr festeggia i 100 anni

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Roma, 24 nov. (askanews) – Una festa lunga un anno per i 100 anni del Cnr. Con l’evento “Scienza e Arte: dialogo in parole e musica”, si sono aperte oggi a Roma, nella Sala Convegni della sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, le celebrazioni per ricordare la fondazione dell’Ente, avvenuta il 18 novembre 1923 all’Accademia nazionale dei Lincei.

Con un concerto dell’orchestra sinfonica nazionale dei Conservatori italiani, e brani di Bach e Mozart, ed il saluto del ministro dell’università e della ricerca, Anna Maria Bernini, si sottolineata l’importanza dell’eccellenza scientifica nello sviluppo del Paese.

La prima presidente donna della istituzione in piazzale Aldo Moro, la professoressa Maria Chiara Carrozza: “La giornata di oggi celebra l’inizio dei festeggiamenti e delle cerimonie anche di diffusione della cultura scientifica, anche di quello che il Cnr è stato. Ed è un po’ la festa anche di tutti gli enti di ricerca che lavorano con il Cnr”.

Appuntamenti, incontri, convegni e occasioni di riflessione culmineranno il 18 novembre del prossimo anno, quando materialmente si potranno spegnere le 100 candeline.

“Il Cnr – ha aggiunto Carrozza – ha il compito, come missione primaria, la ricerca scientifica e l’eccellenza. Ovviamente ha anche la leadership industriale e quindi il supporto allo sviluppo del Paese, l’innovazione sociale; il miglioramento nel campo della salute o dell’ambiente, ma anche quello della diffusione della cultura scientifica, che è inscindibile dalla ricerca fondamentale. Noi in questo centenario ci proponiamo anche di raggiungere la cittadinanza e di contribuire a sviluppare un grande progetto di ‘citizen science’ che oggi indica il coinvolgimento dei cittadini nella comprensione, per esempio dei fenomeni scientifici, ma anche nelle azioni necessarie. Il cambiamento climatico è emblematico, la pandemia anche. Senza il contributo dei cittadini non si riesce a raggiungere l’obiettivo e quindi anche la comprensione dei fenomeni e capire anche che ognuno di noi può fare la sua parte”.