Sclerosi multipla, il ruolo delle cellule staminali

(Adnkronos) - Il trapianto di cellule staminali del sangue contro la sclerosi multipla funziona, a lungo, fino a vent'anni di distanza dalla loro somministrazione. Al punto da non osservare nessuna ricaduta. Lo ha annunciato, poche settimane fa, il team di ricercatori capeggiato da Francis Brunet dell'Ottawa General Hospital (Canada), presentando in Florida al Forum ACTRIMS 2022 i risultati del lungo follow-up su alcuni pazienti che avevano ricevuto il trattamento. Le staminali ematopoietiche sono cellule prelevate e quindi re-infuse dopo immunosoppressione nella stessa persona. Lo scopo del trattamento – riservato a oggi solo a persone con malattia aggressiva e attiva e che non rispondono ai trattamenti standard – è quello di favorire lo sviluppo di un sistema immunitario più tollerante. Mancano però ancora studi controllo per confrontare l'efficacia del trattamento – osservata nella pratica clinica - con quella dei farmaci. Per questo sono stati allestiti studi in parallelo in diversi paesi nel mondo, Italia compresa. Come Net-MS, finanziato da AISM con la sua Fondazione FISM, che partirà a breve.

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