Scomparsa Saman, arriva la fatwa sui matrimoni forzati

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L'Unione delle Comunità Islamiche in Italia (Ucoii) ha emesso una fatwa sui matrimoni forzati in relazione al caso della giovane Saman Abbas, ragazza pakistana scomparsa nel reggiano, a Novellara, dove risiede la sua famiglia. Nel comunicato si afferma che il parere religioso, formulato ed emesso in concerto con la Commissione per la Fatwa dell'Associazione Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, "nasce dalla volontà di ribadire e sensibilizzare su una pratica tribale che non può trovare alcuna giustificazione religiosa, per rafforzare l'impegno delle comunità nel contrasto e nella prevenzione di atti tribali che oltre essere contrari all'ordinamento giuridico del nostro Paese, vanno in pieno contrasto anche con la dottrina islamica".

Citando alcuni hadith e riferimenti nel Corano, nella fatwa si sottolinea che "nessun tipo di imposizione può essere usata in fatto di matrimonio e che i contratti di matrimonio forzati non hanno alcuna validità".

"Ciò - si precisa - non toglie il diritto dei genitori di esprimere pareri e consigli non vincolanti nelle decisioni di matrimonio dei loro figli e figlie, al fine di rendere le relazioni delle famiglie più stabili e durature".

Dura la reazione della leader Fdi, Giorgia Meloni. "In Italia come nell’Isis si impone la Sharia. L’Ucoii, la sedicente 'Unione delle comunità islamiche in Italia', tanto cara alla sinistra pur rappresentando solo la parte più estremista dei musulmani residenti in Italia, prova a far passare un principio gravissimo - scrive Meloni - Prendendo a pretesto la vicenda di Saman, la giovane pakistana scomparsa dopo aver rifiutato un matrimonio combinato, ha emanato una fatwa per stabilire 'l’illiceità dei matrimoni forzati nell’Islam'. Le Fatwe sono interpretazioni giuridiche della legge coranica e le rendono le autorità religiose negli stati islamici".

"L’Ucoii - aggiunge - associazione islamica vicina ai Fratelli musulmani, è convinta di avere il potere di dettare legge nel nostro ordinamento e di riconoscere il separatismo islamico. Notizia assurda che ha creato scandalo perfino negli altri Stati musulmani e che fa cadere l’Italia nel ridicolo. In Italia si rispettano le leggi della Repubblica e non c’è spazio, per alcun motivo, per una legislazione parallela di stampo coranico. Ci aspettiamo una forte censura da parte del Presidente del Consiglio e del Ministro dell’interno, affinché tutto ciò non costituisca un pericolosissimo precedente".

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