Scomparsa Saman, Ucoii: fatwa contro matrimoni combinati

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L'Ucoii emetterà una fatwa contro matrimoni combinati e contro 'l'altrettanto tribale usanza dell'infibulazione'. Lo si legge sul sito online dell'Ucoii. "Il caso della giovane Saman Abbas, ragazza pakistana scomparsa nel reggiano, a Novellara, dove risiede la sua famiglia, e dopo aver denunciato i genitori perché volevano imporle un matrimonio combinato, - si legge - ci ha sin dall’inizio amareggiati e preoccupati".

"L’Ucoii respinge con forza questo tipo di concezione della condizione femminile e in generale della vita delle persone: sono comportamenti che non possono trovare alcuna giustificazione religiosa, quindi assolutamente da condannare, e ancor di più da prevenire - sottolinea ancora l'Ucoii - A tal proposito, e per rafforzare la sensibilizzazione e aumentare la prevenzione, l’Ucoii emetterà, in concerto con l’Associazione Islamica degli Imam e delle Guide Religiose, una fatwa contro i matrimoni combinati forzati e l’altrettanto tribale usanza dell’infibulazione femminile".

"Il presidente dell’Ucoii, Yassine Lafram, ha sin da subito seguito i primi lanci di agenzia per conoscere e aggiornarsi su quanto accade alla nostra sorella Saman - prosegue la nota - Fortunatamente sono episodi che non hanno, per quanto a nostra conoscenza, un’estensione e una frequenza importanti ma sappiamo che all’interno di alcune comunità etniche persistono ancora situazioni e comportamenti lesivi dei diritti delle persone. Allo stesso tempo rigettiamo qualsiasi speculazione politica di questa triste vicenda che mira ad infangare l’intera comunità islamica italiana".

"Preghiamo per Saman Abbas che ritorni sana e salva e rivolgiamo un appello alla sua famiglia: non costruiamo odio ma amore partendo dal rispetto della vita", conclude l'Ucoii.

“La notizia dell’emissione di una fatwa da parte dell'Ucoii contro i matrimoni combinati è a dir poco scioccante - afferma Souad Sbai, già parlamentare Pdl e presidente del Centro studi Averroè - Nel 2021, in Italia, culla della civiltà e del diritto, un atto del genere è inammissibile. Pertanto, va respinto con forza il tentativo d'imporre in modo subdolo una prassi del tutto estranea e contraria all'ordinamento giuridico. La terribile storia di Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa dopo essersi ribellata al matrimonio combinato imposto dalla famiglia, non deve rappresentare l’occasione per l'Ucoii di portare in Occidente le regole di un modello di vita che non ci appartiene".

"Ai promotori della fatwa - prosegue - rispondiamo invece che il fenomeno dei matrimoni forzati deve essere affrontato con altri metodi, quali quelli dell’integrazione, della convivenza civile, del rispetto delle leggi. Un Paese democratico non può accettare che al suo interno esistano zone franche o comunità che si autodeterminano in base a regole contrarie alla Costituzione e ad una visione laica dello Stato. Intervengano le istituzioni, la politica, i movimenti e le associazioni, per dire ‘no’ alla fatwa dell'Ucoii, in modo che non diventi un precedente pericoloso e inaccettabile per l'Italia”.