Scompenso cardiaco, convegno INRC: è epidemia, ora nuove linee guida -2-

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Roma, 21 nov. (askanews) - L'INRC. "L'approccio allo scompenso cardiaco, dobbiamo ammetterlo, dovrebbe essere diverso", ha ribadito il prof. Fedele, convinto che "ancora oggi le linee guida in materia prevedono parametri troppo semplicistici rispetto alla complessità della malattia". "Disporre di elementi precisi circa l'evoluzione dello scompenso cardiaco - ha sottolineato - è fondamentale. E il ricorso all'ausilio della risonanza dovrebbe essere molto più frequente di quanto non accada oggi. Da un quadro conoscitivo più accurato deriva non solo maggior appropriatezza terapeutica e un più efficace uso delle nuove tecnologie per rallentarne l'evoluzione ma anche un contributo alla sostenibilità della spesa sanitaria, perché le terapie più costose possono essere limitate ai soli casi di effettiva necessità".

La ricerca. Al termine del convegno è stato presentato dal professor James Moon di Londra il progetto di ricerca "Myocardium", cui parteciperà l'Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari, con la richiesta di un cospicuo finanziamento alla British Heart Foundation. Ricerca volta alla migliore comprensione dei meccanismi di base delle patologie miocardiche con l'utilizzo di tecniche di analisi genetica, biologia molecolare, imaging multimediale ed elaborazione di big data.

Umberto I. Infine, si è rinnovato l'impegno del Policlinico "Umberto I" di Roma, con il direttore generale Vincenzo Panella e il direttore sanitario Ferdinando Romano, nel promuovere l'attivazione di un programma per il trattamento dello scompenso cardiaco avanzato, attraverso l'impiego di sistemi di assistenza al circolo (cosiddetti VAD) attualmente sottoimpiegati nella regione Lazio.