Scontri accesi nella capitale economica Almaty e repressione della polizia con oltre 200 arresti

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Il palazzo e le strade di Almaty devastati da proteste ed incendi appiccati dai manifestanti
Il palazzo e le strade di Almaty devastati da proteste ed incendi appiccati dai manifestanti

Kazakistan nel caos, ecco cosa sta succedendo nel paese una volta satellite dell’Urss che oggi vive la sua prima e violentissima stagione di protesta: da tre giorni sono in atto rivolte contro il rincaro del Gpl che hanno provocato 8 morti fra soldati ed agenti e 317 feriti fra manifestanti e uomini del governo, il tutto con la capitale economica Almaty messa a ferro e fuoco e con la repressione della polizia sfociata in oltre 200 arresti.

Cosa sta succedendo in Kazakistan: il presidente dichiara lo stato di emergenza ed oscura internet

I dati sui morti e sui feriti sono purtroppo destinati a salire, dato che l’agenzia russa Tass indica almeno 15 feriti gravi e nuovi scontri in mattinata nella turbolenta regione del Mangystau. Dal canto suo il presidente kazako in carica Kassym-Jomart Tokajev ha preso le sue durissime contromisure: stato di emergenza nazionale dal 5 al 19 gennaio, mano libera ai reparti antisommossa addestrati alla spetznats e blackout di internet su tutto il territorio nazionale per evitare che la protesta monti sui social e trovi sponda.

Il Gpl ed il rincaro-bomba di fine dicembre: ecco cosa sta succedendo in Kazakistan

L’impressione generale degli analisti è che di fatto sia già in corso il rovesciamento del governo, anche a contare una reazione così dura e viscerale “per proteggere la pace e la sicurezza dei cittadini”. Ma cosa sta innescando questa rivolta popolare di massa? I cittadini kazaki che, giova ricordarlo, sono tradizionalmente persone con cui non conviene scherzare troppo (sono imparentati con i cosacchi turchi zaporoz), ce l’hanno con i rincari del gas Gpl. Nel paese che dal 1991 si era staccato dall’Urss il Gas di Petrolio Liquefatto è il carburante più utilizzato per alimentare i veicoli nel Paese, quasi tutti riconvertiti.

Prezzo del gas raddoppiato e dal 2 il paese è diventato un inferno: cosa sta succedendo in Kazakistan

A fine dicembre 2021 il governo aveva annunciato che dal primo gennaio il costo del Gpl sarebbe arrivato a 120 tenge (circa 0,30 dollari) perché quello attuale (circa 60 tenge) era troppo basso e insostenibile. il kazakistan ha un grossod ebito pubblico da risanare, attenzione. Ecco, lì la società kazaka ha visto rosso per la prima volta da quanto nel 2011 c’erano stati i famosi scontri per i salari agli operai del settore petrolifero. Le proteste e gli attacchi sono cominciate il 2 gennaio e ieri, 5 gennaio, erano culminati con l’assalto e l’incendio del palazzo comunale di Almaty, capitale economica del paese. Fonti spurie darebbero fra i feriti lo stesso sindaco della città.

In Kazakistan non solo carovita, ma voglia repressa di democrazia: cosa sta succedendo nel paese dopo il 2019

Quello che ha colpito gli osservatori è stata la subitaneità delle proteste che evidentemente hanno anche una matrice politica covata a lungo. Fino al 2019 il Kazakistan aveva vissuto sotto il tallone implacabile del presidente-deposta Nursultan Nazarbayev, che si faceva erigere statue e mandava i poliziotti a manganellare anche se ci si lamentava degli autobus. È molto probabile quindi che alle proteste contingenti sul Gpl si sia sommata la voglia repressa di democrazia delle ultime due generazioni nate sotto il governo precedente ed ora pronte a scalzare quello che gli era succeduto.

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