Scontri armati tra milizie a Tripoli, il bilancio è di 32 civili morti e 159 feriti

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Scontri armati tra milizie a Tripoli: il ministero della Sanità del Governo di unità nazionale ha diramato il bilancio aggiornato che riporta la presenza di 32 vittime civili accertate e almeno 159 feriti.

Scontri armati tra milizie a Tripoli, il bilancio è di 32 civili morti e 159 feriti

Era ormai chiaro da tempo che il premier libico nominato dal Parlamento di Tobruk, Fathi Bashagha, avesse intenzione di fare il suo ingresso a Tripoli con le armi nella speranza di sbandierare la resistenza e destituire il primo ministro ad interim, Abdul Hamid Dbeibeh, e il governo di unità nazionale sostenuto dall’Onu. La mossa di Bashagha, tuttavia, ha incontrato una resistenza ben meno blanda rispetto a quella che il leader libico aveva supposto. Così, è ormai da venerdì 26 agosto che tra le strade della capitale si ricomincia a sparare.

Gli scontri armati tra le milizie legate alle due fazioni avversarie stanno coinvolgendo anche molti civili mietendo un gran numero di vittime e di feriti. Nel primo pomeriggio di domenica 28 agosto, il bilancio è salito a 32 morti accertati e 159 feriti. A renderlo noto è stato il ministero della Sanità del Governo di unità nazionale presieduto da Dbeibeh.

La situazione in Libia

I disordini che stanno travolgendo Tripoli minacciano di mandare in frantumi il relativo equilibrio che la Libia aveva finalmente raggiunto dopo aver vissuto quasi un decennio di caos, dopo il golpe e l’uccisione di Muammar Gheddafi nel 2011.

Nel diffondere il bilancio aggiornato, il ministero libico della Sanità ha anche precisato che 64 famiglie sono state evacuate dalle zone che si trovano in prossimità delle aree in cui si stanno susseguendo i combattimenti.

Inoltre, il portavoce dei servizi di emergenza, Malek Merset, ha rivelato che tra le vittime accertate c’è anche il comico noto per i suoi video postati sui social Mustafa Baraka. Il ministero ha anche denunciato il perpetrarsi di atti “equivalenti a crimini di guerra” da parte delle milizie fedeli a Bashagha, facendo riferimento a ospedali colpiti e squadre delle ambulanze alle quali non è stato consentito di evacuare i civili.

Onu e Usa sugli scontri armati tra milizie a Tripoli

In merito alla situazione in Libia, l’Onu e gli Usa si sono detti preoccupati per gli scontri in atto. Unsmil, la missione Onu in Libia, ha chiesto “l’immediata cessazione delle ostilità e ricorda a tutte le parti i loro obblighi di proteggere civili e obiettivi civili in base ai diritti umani internazionalmente riconosciuti e al diritto umanitario”.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Richard Norland, invece, ha sollecitato una riduzione dell’escalation “prima che le cose peggiorino”.