Scontri in Russia ai cortei per Navalny, fermata la moglie del dissidente

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
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(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
(Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

Manifestazioni in sostegno dell’oppositore Aleksei Navalny si sono svolte in decine di città in tutta la Russia, sfidando non solo temperature gelide (come i -50 gradi di Yakutsk), ma anche i divieti e le intimidazioni delle autorità. Almeno mille gli arresti, secondo la ong Ovd-Info, che monitora le proteste a livello nazionale.

A Mosca, la polizia ha utilizzato i manganelli per disperdere i manifestanti. Sotto lo slogan “Navalny libero”, i cortei - tutti non autorizzati - sono partiti nelle regioni più orientali, come Vladivostok e Khabarovsk, per poi continuare verso Ovest, mano a mano che passavano le ore, fino a Mosca e San Pietroburgo. Qui sono puntati i riflettori per capire la reazione del Cremlino: solo nella capitale, a piazza Pushkinskaya, secondo fonti indipendenti, sono state fermate 100 persone e altrettante a Pietroburgo. La polizia ha agito con forza, strattonando donne e anche alcuni ragazzini; i manifestanti a Mosca (per il ministero dell’Interno finora 4mila) sembra siano stati portati via, quasi a caso, spesso solo perchè avevano in mano cartelli con scritte come “Non ho paura”, popolarissimo tra gli slogan della protesta. Tra i fermi risulta anche una delle più strette collaboratrici dell’oppositore, Lyubov Sobol, e la moglie di Navalny, Yulia.

Secondo i sostenitori di Navalny - arrestato al suo arrivo a Mosca il 17 gennaio scorso per aver violato i termini della libertà vigilata, nei suoi cinque mesi di cure in Germania seguite al suo avvelenamento - dall’affluenza alle proteste dipenderà il destino di quello che è stato ribattezzato “il prigioniero politico n 1 in Russia”. Per gli analisti, è da osservare anche l’estensione delle manifestazioni per capire se il consenso messo in piedi in questi anni da Navalny possa aspirare a diventare un movimento nazionale. Manifestanti sono scesi in strada, anche se in numeri esi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.