Scontro a distanza tra il leader della Lega e la ministra dell'Istruzione

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Dopo l’ostruzionismo alla Camera durante la discussione sul decreto scuola, l’opposizione continua ad andare contro le decisioni della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, vittima da mesi di una serie di attacchi, spesso gratuiti, alla sua persona più che al suo operato. Ora ciò che le arreca più critiche è il possibile nuovo protocollo di sicurezza pensato per far tornare i bambini e i ragazzi a scuola settembre che, forse, potrebbe prevedere l’utilizzo di pannelli di plexiglass tra i banchi per limitare la circolazione del coronavirus. Non c’è al momento conferma di nulla in merito a questa questione, solo delle idee, tanto che ieri, 8 giugno, la ministra dell’Istruzione ha detto: “Mai pensato ai ragazzi in cabine sicurezza”. Il caso comunque è stato creato e il più duro è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che sul decreto scuola ha scritto su Twitter: “Le follie del governo sul decreto Scuola: lo sfogo di una mamma, e come lei tante famiglie in tutta Italia che chiedono sorrisi e speranza per i loro figli, non il plexiglas. Non è questo il futuro da dare agli studenti”.

Salvini contro Azzolina sul decreto scuola

Il tweet non è piaciuto alla ministra dell’Istruzione che in tutta risposta ha condiviso il tweet di Salvini e scritto: “Non hai letto il decreto (non è una novità), fai propaganda sulla sicurezza (non ci sarà nessuna gabbia di plexiglass). E non sai neanche come si scrive “plexiglass”. Essere bocciata da te è una promozione. Basta fake news, con la salute dei bambini non si scherza”.

Il riferimento è in tal caso allo striscione esposto dai leghisti durante la discussione del decreto scuola in cui c’era scritto: “Azzolina Bocciata”.

La Treccani dà ragione a Salvini

Dopo la riposta della titolare dell’Istruzione, che accusava Salvini di non sapere “neanche come si scrive plexiglass“, il leader della Lega ha postato la dicitura corretta secondo l’Enciclopedia Treccani. Questa riporta effettivamente la parola così come l’ha scritta lui, ovvero con una sola ‘s’, spiegando che si tratta del nome commerciale di una resina termoindurente infrangibile, trasparente, più leggera del vetro, in luogo del quale viene adoperata per molti usi.

Il termine usato invece con due ‘s’ fa riferimento al marchio commerciale registrato di proprietà di un’azienda privata che, come avvenuto per altri prodotti, è diventato di utilizzo comune per definire il materiale.