Scontro Marina-Aeronautica su F35, Tricarico: intervenga Guerini

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Roma, 21 gen. (askanews) - Sull'utilizzo degli F35 a decollo corto è ormai scontro aperto tra l'Aeronautica militare e la Marina. Il motivo della contesa è l'assegnazione dei velivoli alle duen forze armate. I due F35 a decollo corso sono stati assegnati enmtrambi alla Marina militare e in arrivo a breve un terzo aereom sui trenta complessivi previsti a regime.

Quasta situazione - scrive sul suo blog pubblicato sul sito dell'Huffpost - il generale Leonardo Tricarico (ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica e presidente della Fondazione Icsa) - è "uno dei danni irreversibili, o riassorbibili solo nel medio/ lungo termine, prodotti dalla precedente amministrazione della Difesa (ministro Trenta, ndr)" che ha "causato la rottura di un equilibrio da sempre precario, ossia i rapporti tra Marina e Aeronautica, fino ad allora corretti nella forma, e talvolta anche nella sostanza, ma sempre circospetti e poco distesi".

"Con una decisione anche tecnicamente errata, perché non sostanziata da alcun razionale criterio di impiego operativo,- prosegue Tricarico - Trenta infatti decise di mutare il criterio -consolidato da sempre- di assegnazione degli F35 a decollo corto ed atterraggio verticale, dirottando alla Marina il velivolo appena uscito di fabbrica destinato all'Aeronautica".

Stando a quanto riportava ieri il quotidiano online Sassate.it, il capitolo sulla assegnazione sarebbe stato riaperto e "nel peggiore dei modi". Secondo la testata on line, il Capo di Stato Maggiore della Marina è "furibondo" perché il capo di SMD "Enzo Vecciarelli ha stabilito che i nuovi F35 a decollo verticale saranno consegnati alternativamente, uno alla Marina ed uno all'Aeronautica". E che di conseguenza "Cavo Dragone (capo della Marina ndr) ha deciso di investire della questione il Ministro Lorenzo Guerini".

"Due secondo me sono - scrive tricarico - i punti fondamentali della vicenda: il primo riguarda l'osservanza delle regole della subordinazione gerarchica. Anche i meno familiari con il nostro ambiente intuiscono che gli ordini non si possono contestare e che se il superiore impartisce una direttiva, questa può essere discussa solo con lui, è solo a lui che gliene si può chiedere ragione, senza scavalcamenti o scorciatoie di altro tipo". Il secondo punto da valutare con attenzione è "quello della sostanza del provvedimento, confermato dallo Stato Maggiore Difesa, circa le modalità di assegnazione dei nuovi velivoli all'una o all'altra forza armata".

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