Scontro politico sul negato ingresso in Israele a 2 deputate Usa

Tel Aviv, 16 ago. (askanews) - Botta e risposta fra Israele e due deputate democratiche americane, apertamente critiche nei confronti del governo ebraico. Israele aveva negato il permesso di ingresso a Ilhan Omar e Rashida Tlaib, le uniche due musulmane al Congresso, suscitando un'aspra polemica. Poi Israele ha annunciato che avrebbe lasciato entrare Tlaib, per motivi umanitari ovvero per visitare la nonna palestinese ormai novantenne.

La deputata in un tweet protesta e respinge al mittente: "Quando sono stata eletta, il popolo palestinese ha sperato che qualcuno avrebbe potuto spiegare in che condizioni disumane vive. Non posso permettere a Israele di distruggere quella speranza umiliandomi e usando il mio amore per mia nonna per piegarmi alle sue politiche razziste e opprimenti."

Lo scontro politico è al calor bianco. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva twittato a favore della decisione israeliana: "Fare entrare due deputate musulmane in Israele avrebbe mostrato grande debolezza. Omar e Tlaib odiano Israele e gli ebrei e non c'è nulla che possano dire o fare per fargli cambiare idea", le due deputate "sono una vergogna", ha twittato.

Omar e Tlaib avrebbero dovuto visitare i territori occupati della Cisgiordania e Gerusalemme Est la prossima settimana. Entrambe hanno sostenuto il movimento di boicottaggio contro Israele e la legge israeliana autorizza a vietare l'ingresso a chiunque abbia preso parte o appoggiato queste posizioni. Omar è di origine somala; Tlaib palestinese. Negli scorsi mesi, Trump si è già scontrato più volte con queste e altre giovani deputate progressiste invitandole a "tornarsene a casa loro". In questa occasione ha rincarato la dose parlando ai giornalisti: "Penso che se Israele permettesse loro di entrare farebbe una cosa terribile. Non saprei immaginare perché Israele le dovrebbe fare entrare" ha aggiunto il presidente americano.

Omar da parte sua ha definito la decisione di Israele "un insulto ai valori democratici e una risposta agghiacciante rispetto a una visita di rappresentanti di governo di una nazione alleata".