Scontro Salvini-Calenda in tv. Ministro: fai caciara e dici palle

Red/Pol

Roma, 8 feb. (askanews) - Scontro tra Matteo Salvini e Carlo Calenda nel corso della trasmissione L'aria che tira su La7. Il ministro dello Sviluppo economico ha accusato il leader della Lega di approfittare degli operai delle aziende in crisi per i suoi "show elettorali", di "buttarla in caciara" e di "dire palle".

Il numero uno del Carroccio ha rivendicato il suo "ruolo di ascolto verso gli operai nelle fabbriche: mi chiamano, non è che mi autoinvito, mi chiamano da Ideal standard, Amazon, Tecnowind. Vado, ascolto, poi telefono alla proprietà, cerco di capire che spazi di soluzione ci sono non essendo ministro...non accetto che mi si venda per il ragazzotto impreparato, razzista, fuori dalla Costituzione. In un momento di crisi economica vengono prima i cittadini, i lavoratori, le imprese italiane".

Pronta la replica in collegamento telefonico di Calenda: "Questa è esattamente la ragione per cui io mi sono urtato. Perché stai buttando in caciara un fatto preciso, cioè che sei andato dai lavoratori di Ideal standard che rischiano il posto di lavoro e gli hai detto che mi avresti chiamato, anzi hai detto che mi avresti rotto le balle. Invece non hai trovato il tempo per fare una telefonata. Poi in tv hai raccontato di aver fatto una interrogazione il 30 novembre che non hai mai fatto. Quando uno va dagli operai e promette delle cose, poi le fa e se non le fa si scusa non con me ma con gli operai. Sono cose serie, non si risolvono facendo tre slogan, sono cose comoplesse".

Quindi la lite. Salvini si è difeso dicendo: "Il problema è salvare i posti di lavoro non telefonare a Calenda, lei salvi i posti di lavoro, se si sente solo si faccia telefonare, a me interessano i posti di lavoro. Ho chiamato la proprietà". E il Ministro: "Non posso immaginare come si comporterebbe alla guida del paese. Bisogna essere coerenti con gli impegni che si prendono, la proprietà l'hai chiamata ieri, non dire palle". Quindi ha rinnovato l'invito: "Se vuoi venire da me le porte sono aperte ma tieni gli operai fuori dai tuoi show elettorali".

"Gli operai - ha concluso Salvini - li tieni fuori dalle fabbriche tu non risolvendo un problema che sia uno. Decideranno gli italiani il 4 marzo se avete lavorato bene", ha osservato il leader leghista.

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