Scaricabarile su Alzano e Nembro

conte (Photo: Hp)

Scaricabarile su Alzano e Nembro. “Se la Lombardia avesse voluto, avrebbe potuto fare di Alzano e Nembro Zona Rossa”. Lo scrive al quotidiano online Tpi.it il premier Giuseppe Conte.“Non vi è argomento da parte della Regione Lombardia per muovere contestazioni al Governo nazionale o ad altre Autorità locali. Se la Regione Lombardia ritiene che la creazione di nuove zone rosse andasse disposta prima, con riguardo all’intero territorio regionale o a singoli comuni, avrebbe potuto tranquillamente creare “zone rosse”, in piena autonomia” scrive.

“Si fa presente - continua Conte - che le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti”. “Al pari di quanto hanno fatto altre Regioni - conclude Conte - come il Lazio, la Basilicata e la Calabria, nei cui territori, con ordinanza, sono state create “zone rosse” limitatamente al territorio di specifici comuni”.  

Di diverso avviso l’assessore Gallera. La zona rossa ad Alzano e Nembro “era lo Stato che doveva farla, come a Codogno. Solo loro avevano il potere” perché “nelle competenze istituzionali e costituzionali della Regione non rientra disporre delle forze dell’ordine e delle forze armate”.  E’ quanto ha ribadito l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a proposito della mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca, oggetto di un’inchiesta pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Intervistato da Agorà, Gallera ha spiegato che la Regione Lombardia aveva chiesto “più volte in maniera importante di chiudere la zona rossa” e questo ”è nel verbale” dell’Iss. “Noi abbiamo - ha specificato l’assessore - interloquito con Iss, che nel proprio verbale fa riferimento al fatto che io e il mio direttore generale eravamo in contatto con loro per confrontarci sui dati per la disposizione della chiusura della zona rossa”.
Durante la trasmissione Gallera si è confrontato con l’esponente Pd Maurizio Martina, secondo cui, invece, “la zona rossa andava fatta” e “potevano essere adottati provvedimenti di carattere regionale, come accaduto nel Lazio e in Emilia Romagna”. 

“Ho sempre sostenuto che la decisione sulla zona rossa avrebbe dovuto essere basata sulle indicazioni tecniche e non politiche ed in questo senso mi aspettavo che Regione e governo decidessero in modo solidale quali fossero le decisioni giuste da prendere in base a criteri tecnici: il problema era sanitario e non politico”. Così il sindaco di Nembro, Claudio Cancelli, commenta all’Adnkronos la mancata istituzione - tra il 3 e il 9 marzo scorso - di una zona rossa nella provincia di Bergamo, tra Alzano e Nembro, quando i numeri del contagio (partito dall’ospedale di Alzano da quanto ricostruito finora) erano già maggiori rispetto ad altre zone della Lombardia. L’area è fortemente industrializzata e la decisione avrebbe bloccato, probabilmente, un distretto industriale di 376 aziende per complessivi 850 milioni di euro annuali di fatturato. Oggi Nembro conta oltre 200 contagiati e le vittime registrate dagli uffici comunali nel 2020 (indipendentemente dal coronavirus) sono stati 158, ben 123 in più rispetto alla media: nel periodo gennaio-marzo il paese in provincia di Bergamo avrebbe dovuto contare circa 35 decessi. 

Secondo l’inchiesta del Corriere c’è stato un ritardo, da parte delle autorità lombarde, nell’allertare la Protezione Civile sui dati della Bergamasca. Il Comitato tecnico-scientifico propose la “zona rossa” ma non fu ascoltato.

 

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