Scoperti in Perù i resti di un sacrificio di bambini

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Un sacrificio rituale di massa, in cui uccisi almeno oltre duecento bambini. E’ la scoperta di un team di archeologi al lavoro in uno scavo a Pampa la Cruz, nei pressi della zona balneare della città di Trujillo, città a circa 800 chilometri a nord di Lima, in Perù. Secondo gli archeologi, come riferito da AFP, i piccoli avrebbero avuto un’età compresa tra i 5 e 14 anni; insieme ad essi, sono stati rinvenuti anche i resti di 40 adulti.

Il sacrificio sarebbe stato compiuto dai Chimú, civiltà sviluppatasi in Sudamerica tra il 1200 e il 1400, sconfitta dagli Inca prima che arrivassero i conquistatori europei. Per i ricercatori, si tratta del più grande sacrificio umano mai documentato finora al mondo. Già nell’aprile del 2018, sempre nei pressi di Trujillo, erano stati scoperti resti di un sacrificio umano: 140 bambini, oltre che 200 lama. Due mesi altri 56 corpi, proprio a Pampa la Cruz, sono emersi dagli scavi. Allora si parlò del più grande ritrovamento di quel tipo.

Sul periodo in cui sia stato fatto il sacrificio i ricercatori hanno solo ipotesi, tra le quali spicca quella secondo cui sia stato compiuto in un momento di piogge intense dovute a “El Niño”, l’insieme di fenomeni atmosferici che ciclicamente investono il Pacifico e che hanno un picco tra dicembre e gennaio. Con il sacrificio i Chimù tentarono forse di placare gli animi delle divnità, e a confermare la tesi c’è la sepoltura dei bambini con la testa rivolta al mare.

I Chimú si sono sviluppati a partire dal X secolo laddove oggi ci sono Perù e sud dell’Ecuador. Civiltà di tipo precolombiano, veneravano la Luna ed erano specializzati nel costruire canali di irrigazione. Secondo il capo degli archeologi, è molto probabile il ritrovamento di altri corpi.