Scoperto finalmente il segreto della longevità dei supercentenari

Il segreto della longevità nei supercentenari non è più un segreto

Arrivare a spegnere 100 candeline è già di per sé una impresa degna di nota, ma superare i 110 anni significa diventare supercentenari, il che è un fatto letteralmente più unico che raro: ma qual è il segreto della longevità? Finalmente, sono emersi dati scientifici chiari e incontrovertibili sul motivo per cui alcuni riescono a vivere molto più di altri: a quanto pare hanno un sistema immunitario speciale! Leggi anche: >> COMPLEANNO HOT PER LA NONNINA, FESTEGGIA 100 ANNI CON DUE STRIPPER: LE FOTO! È quanto emerso da una ricerca condotta dagli scienziati del Riken Center for Integrative Medical Science e della Keio University School of Medicine in Giappone, pubblicata sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences. Leggi anche: >> QUEST’UOMO NON SI È MAI AMMALATO: HA 113 ANNI E MANGIA SOLO QUESTI 5 CIBI PER UNA SALUTE DI FERRO

Il segreto della longevità? I supercentenari hanno un sistema immunitario diverso dagli altri

I ricercatori hanno esaminato a fondo il sistema immunitario di 7 supercentenari e lo hanno paragonato a quello di 5 soggetti di età compresa tra i 50 e gli 80 anni. I numeri sono da brividi: attraverso l’analisi dell’RNA, infatti, gli scienziati hanno osservato 41.208 cellule immunitarie di ultracentenari e 19.994 unità cellulari dei volontari più giovani concludendo che il segreto della longevità è caratterizzato dall’eccesso di cellule CD4, un sottogruppo dei linfociti T, che hanno proprietà citotossiche (cioè in grado di uccidere e debellare altre cellule). Leggi anche: >> IL FORMAGGIO ALLUNGA LA VITA, L'INGREDIENTE SEGRETO CHE CI FA VIVERE DI PIÙ: COS'HA SCOPERTO LA SCIENZA Nei più giovani, invece, questa tipologia di cellule non ha le stesse funzionalità, ma è di supporto; inoltre il team che ha lavorato a questo studio ha analizzato il sangue di due supercentenari scoprendo che parte di queste cellule rappresentavano la progenie di una singola cellula antenata. Foto@Kikapress