Scoperto gruppo anarco-ambientalista: 21 indagati, 30 perquisizioni

Bologna, 8 ago. (LaPresse) - Perquisizioni in tutta Italia, trenta in tutto, sono scattate stamane nei confronti di 21 persone ritenute responsabili di una serie di incendi e danneggiamenti aggravati dalla finalità di terrorismo. Le indagini riguardano un gruppo di matrice anarco-ambientalista, impegnato da anni nell'ecologismo, contro la sperimentazione animale e l'attacco al sistema tecnologico e industriale. È stato individuato, in particolare, un nucleo organizzato in Bologna, collegato ad affini gruppi nazionali ed esteri, che ha fatto ricorso all'azione diretta con danneggiamenti in danno di aziende impegnate nei settori della ricerca e della sperimentazione, della moda, dell'intermediazione finanziaria, delle banche, delle telecomunicazioni e del nucleare, quale mezzo di protesta antisistema.

A condurre le perquisizioni sono i carabinieri del Ros e dei comandi provinciali competenti. Le indagini sono partite da un attentato incendiario ai danni del ristorante 'Roadhouse Grill' di Bologna, avvenuto il 12 dicembre 2010, a cui gu sfondata una vetrina e nel quale furono lanciate due bottiglie incendiarie. Azione che fu rivendicata sul sito Web www.finoallafine.info una settimana dopo, con un comunicato di solidarietà ai tre detenuti in Svizzera "Billy, Costa e Silvia", rispettivamente Luca Bernasconi, Costantino Ragusa e Silvia Guerini.

Da allora il gruppo ha messo a segno diverse altre azioni. Il 26 marzo 2011 sono stati colpiti gli uffici della Ibm con un rudimentale ordigno costituito da un fustino di acciaio inox contenente liquido infiammabile alla centralina che gestisce l'alimentazione elettrica dell'immobile sede dell'azienda. L'azione non provocò danni. Sulla parete del vano scale fu rinvenuta una scritta di rivendicazione 'Elf', che orientò le indagini sulla matrice ambientalista radicale.

Il 29 marzo 2011 quattro ordigni rudimentali realizzati dall'assemblaggio di taniche di plastica, contenenti liquido infiammabile, con innesco formato da grossi petardi e scatole di fiammiferi collegati a una miccia causarono l'incendio di due cabine elettriche in Via San Donato 50/4 a Bologna, sede degli uffici commerciali dell'Eni. Tre esplosero provocando danni alle infrastrutture dello stabile, mentre il quarto fu ritrovato inesploso in prossimità di una finestra. Le cabine elettriche, invece, furono incendiate tramite liquido infiammabile versato all'interno.

L'ultimo episodio è del 21 luglio 2011 con l'incendio, all'interno di un capannone in Ozzano presso una sede distaccata del dipartimento di scienze degli alimenti della facoltà di agraria dell'università di Bologna. Distrutti il capannone e il materiale custodito all'interno. L'azione fu rivendicata il 20 marzo dell'anno dopo sul sito Informa-Azione da 'Liberazione Animale', ancora in solidarietà ai tre detenuti in Svizzera Billy, Costa e Silvia.

Ricerca

Le notizie del giorno