Scoperto prof. finto malato, pagato ma mai in servizio per mesi

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Roma, 11 ott. (askanews) - E' indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato e false attestazioni e certificazioni un uomo di Reggio Calabri, P.B., 36 anni, insegnante in un istituto superiore di Lonigo (Vicenza), nei cui confronti la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, emesso dalla Procura di Reggio Calabria. Come hanno accertato gli inquirenti, infatti, il prof. - assunto con un contratto a tempo determinato per il periodo ottobre 2018-giugno 2019 - di fatto non era mai stato presente in servizio, giustificando le sue ininterrotte assenze presentando alla scuola certificati medici falsi attestanti una patologia grave a tal punto da richiedere il necessario ricorso ad un'apposita terapia salvavita.

Puntualmente, tali certificati, in ordine di successione cronologica della relativa presentazione, coprivano l'intero periodo lavorativo. In altre parole, l'uomo si è assentato dal servizio per tutto il consistente periodo di tempo ricompreso tra ottobre 2018 e giugno 2019, pur continuando a percepire lo stipendio.

Alla luce dell'anomalia, i finanzieri hanno iniziato ad indagare appurando la falsità del certificato medico "madre", apparentemente rilasciato da un noto ospedale di Reggio Calabria, che attestava la presunta grave patologia dell'uomo. Sulla base di un apparente quadro clinico "compromesso", il medico curante dell'insegnante aveva trasmesso telematicamente all'istituto scolastico vicentino tutti i successivi certificati medici attestanti la necessità di terapie salvavita.

In questo modo, dunque, sfruttando il proprio medico curante, dopo avergli presentato una documentazione sanitaria falsa attestante una patologia grave, solo in apparenza sofferta, il "furbetto" ha truffato per mesi il proprio datore di lavoro, riuscendo a percepire fraudolentemente indebite somme a titolo di compensi stipendiali.

In relazione alle somme di denaro indebitamente percepite dal "malato immaginario", la Procura ha così emesso un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, anche nella forma per equivalente, eseguito dai finanzieri reggini con un'operazione chiamata "Le malade imaginaire".