Scoppia la rivolta dei detenuti nelle carceri italiane

Sono scesi dal tetto e stanno trattando con due pm i detenuti del carcere di San Vittore che questa mattina hanno inscenato una protesta. Le urla "libertà" proseguono dall'interno del carcere mentre all'esterno un gruppo di qualche decina di giovani antagonisti sono giunti a supporto della mobilitazione. Gridano slogan come "tutti fuori dalle galere, dentro nessuno, solo macerie" e "libertà, libertà". Fanno loro eco da dietro le sbarre le voci dei detenuti, mentre si rafforza la presenza della polizia con scudi antisommossa. 

 Nel carcere il magistrato di turno Gaetano Ruta e il collega Alberto Nobili cercano di sedare una protesta da ricondurre alle limitazioni imposte anche nelle carceri per limitare la diffusione del coronavirus.

A innescare la miccia sono stati i detenuti de 'La Nave' il reparto modello riservato a chi soffre di forme di dipendenza. Persone che hanno scelto di seguire la strade del recupero. Creato nel 2002 al quarto e ultimo piano del terzo raggio della casa di reclusione nel centro della città, prevede celle aperte 12 ore al giorno e la programmazione di attività psicoterapeutiche, lezioni sulla legalità, corsi di musica, teatro e attività sportive. Proprio da questa particolarità deriva il nome: una "Nave" per detenuti in transito verso una nuova vita. I detenuti hanno avuto accesso all'infermeria e hanno aperto armadietti e cassaforti: come è successo altrove il pericolo è che ingurgitino il metadone usato per placare la tossicodipendenza da eroina. 

Intanto viale Papiniano e le altre strade che conducono al carcere di San Vittore sono state bloccate. I vigili hanno apposto un nastro per fermare l'accesso.

Ma non è solo San Vittore ad essere insorta. A Modena quattro detenuti sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni di salute e in prognosi riservata, dopo la rivolta scoppiata ieri nel carcere della città per le limitazioni dovute al contenimento della diffusione del coronavirus. Al momento, spiega il policlinico modenese, sono stati 18 i pazienti trattati nei posti medici avanzati (Pma), la maggior parte per intossicazione. I più gravi, 6 detenuti, sono stati trasportati ai pronto soccorsi cittadini di cui quattro sono in prognosi riservata ricoverati in terapia intensiva: due al policlinico di Modena, uno a Baggiovara e uno a Carpi. Nel corso della protesta sei detenuti sono deceduti: tre sono morti nel carcere di Modena ed altri tre nelle carceri dove erano stati trasferiti. Al pronto soccorso dell'ospedale civile di Baggiovara sono state medicate tre guardie e sette sanitari con ferite lievi; uno di questi e' lievemente intossicato.

Blindato il carcere Ucciardone di Palermo: tutte le vie di accesso chiuse al traffico e presidi di controllo della polizia di stato in via Enrico Albanese, in via Borrelli e via Delle Croci, il punto più vicino tra i "bracci" e le mura di recinzione. Ci sono state proteste all'interno del penitenziario, come avvenuto ieri sera al "Pagliarelli". Anche qui una protesta determinata dai timori di contagio da coronavirus e alle restrizioni ai colloqui con i familiari, necessarie per il contenimento del Covid-19. Diversi familiari, proprio in via Borrelli, hanno 'comunicato' urlando verso il carcere da cui provenivano urla dai detenuti. Nelle guardiole, sui bastioni, sono presenti agenti di polizia penitenziaria, che vigilano da dietro i vetri blindati dopo che alcuni detenuti avrebbero tentato di scavalcare una prima recinzione in ferro che precede le antiche mura di recinzione.

I detenuti del carcere di Augusta, invece, hanno protestato contro la misura colpendo le sbarre delle proprie celle. A renderlo noto il dirigente nazionale del Sinappe, un sindacato di polizia penitenziaria, Sebastiano Bongiovanni, per il quale, pero', la situazione è al momento sotto controllo. "E' accaduto nella serata di ieri - racconta il dirigente nazionale del Sinappe - quando i detenuti hanno fatto rumore colpendo le inferriate delle celle ma la protesta non si e' estesa". L'attenzione è comunque alta nel penitenziario di Augusta dove, poco tempo fa, si e' verificata un'aggressione ai danni due agenti di polizia penitenziaria. In particolare, alla fine del mese di gennaio un detenuto straniero avrebbe colpito due ispettori che avrebbero voluto riportarlo in cella.