Scossa di terremoto nell'Aquilano, avvertita anche nel Lazio

Forte scossa di terremoto in Abruzzo, Lazio e Campania (Getty Images)

Una forte scossa di terremoto si è verificata nella provincia de L’Aquila. Gli strumenti dell'istituto nazionale di geofisica poco dopo le 18.35 hanno registrato un sisma di magnitudo 4.4. L'epicentro si trova a 5 km a sud est di Balsorano, in provincia de L'Aquila, a una profondità di 14 chilometri. I comuni vicini all'epicentro sono Sora e Pescosolido e la scossa è stata avvertita anche a Chieti, Sulmona, così come a Roma, nel Rietino, nel Frusinate e perfino a Napoli. Al momento non sono segnalati gravi danni a persone o cose. Tanta paura, molte persone sono scese in strada in alcuni centri della Marsica.

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Lo sciame sismico (oltre 30 scosse hanno preceduto quella più forte delle 18.35) registrato nella zona di Balsorano ha spinto il sindaco a sospendere l'attività didattica anche nella giornata di venerdì 8 novembre, "al fine di garantire la sicurezza e tutelare la popolazione scolastica, e procedere a una verifica degli edifici scolastici".

Stessa decisione presa anche negli altri centri della ciociaria colpiti: Si tratta di 9 comuni, tra cui Sora, Cassino, Arpino e Isola del Liri. Anche il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, ha disposto la chiusura di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per la giornata dell’8 novembre allo scopo di consentire controlli e ispezioni.

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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha attivato le proprie unità di crisi per la verifica dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dalla scossa di terremoto registrata dagli strumenti dell'istituto nazionale di geofisica in provincia de L'Aquila.

I tecnici di Strada dei Parchi spa, concessionaria delle autostrade A24 e A25 fra Abruzzo e Lazio, stanno invece effettuando un'ispezione su tutto il tratto interessato. Controlli anche sulla linea ferroviaria: “il traffico ferroviario su alcune linee tra Lazio e Abruzzo è stato sospeso in via precauzionale dopo la scossa di terremoto, mentre sulla linea dell'alta velocità tra Roma e Napoli i treni già in viaggio procedono con limitazioni di velocità e quelli in partenza percorreranno l'itinerario alternativo via Formia - ha comunicato Rfi in una nota sottolineando che gli "accertamenti tecnici" riguardano le linee Sulmona-Avezzano, Roccasecca-Avezzano e la Roma-Cassino fra Ceprano e Cassino.

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“La zona del terremoto odierno - spiega Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv - è caratterizzata da pericolosità molto alta, come testimoniano anche i forti terremoti avvenuti in passato. La situazione è da tenere sotto controllo, perché quando c'è un evento di questo tipo possono essere destabilizzate anche le strutture vicine e innescare ulteriori terremoti”. Si tratta della “stessa tettonica che ha generato il sisma dell’Italia centrale, ma non della stessa faglia. La magnitudo di 4.4 è modesta ma non si esclude la possibilità di scosse più potenti”.

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L'evento sismico storico più prossimo all'area dell'evento di oggi è quello del 1654, per il quale si è stimata una magnitudo pari a 6.4. A nord e a sud sono avvenuti in passato altri forti terremoti, come quello del 1915 nella zona della Marsica, e nel 1349 al confine tra Lazio e Molise. Altri terremoti storici più recenti sono avvenuti, tra gli altri, nel 1922 (M5.2) e nel 1984 nella zona della Val Comino (M5.9).

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