Scovare lesioni tumori in tempo reale in sala operatoria, Molinette apre strada

(Adnkronos) - Per la prima volta in Italia all'Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino è stata sperimentata una tecnologia che richiede la presenza del medico nucleare in sala operatoria, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente la precisione dell'intervento di asportazione della prostata assistito da robot.

"Grazie alla collaborazione del medico nucleare che ci affianca in sala operatoria - spiega Paolo Gontero, direttore Urologia universitaria Città della Salute - siamo in grado sia di identificare e asportare la malattia nei linfonodi sia di sapere in tempo reale se il nostro intervento ha asportato tutta la malattia. Questo grazie a una semplice iniezione di tracciante veicolato da Psma subito prima dell'inizio dell'intervento, all'utilizzo combinato di una sonda intraoperatoria manovrabile dai bracci robotici e a un'apparecchiatura portatile in grado di effettuare una Pet in tempo reale già in sala operatoria. Conoscere queste informazioni, che richiedono di solito 10 giorni, in tempo reale prima della fine dell'intervento, consente quindi di apportare dei correttivi all'intervento chirurgico stesso, finalizzati a migliorare sia i risultati oncologici che preservazione di funzioni quali quella sessuale".

I risultati di queste applicazioni innovative sono stati discussi nel corso di un convegno di aggiornamento sul tumore prostatico nell'Aula della Dental School, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni della Clinica urologica dell'ospedale Molinette.

La Medicina nucleare è una disciplina che permette, attraverso l'utilizzo di radiofarmaci, ovvero molecole radioattive, di identificare precocemente lesioni tumorali, ricordano dalle Molinette. Negli ultimi anni sono stati sviluppati radiofarmaci sempre più specifici che permettono in primis di ottenere delle immagini attraverso la Pet/Tc (Tomografia a emissione di positroni/tomografia computerizzata): il primo tra tutti è il Psma (antigene di membrana prostata-specifico) per lo studio del carcinoma della prostata.

Le ricerche condotte dal team di Désirée Deandreis, direttore della Medicina nucleare universitaria, in stretta collaborazione con il team di Gontero, sono state presentate in anteprima in occasione dell'anniversario della Clinica urologica e hanno mostrato di potere identificare già in fase intraoperatoria, attraverso l'uso di radiofarmaco, lesioni metastatiche a carico dei linfonodi o verificare la completa resezione del tumore primitivo.

"Il principio è molto semplice", descrivono gli specialisti: "Una volta iniettato il radiofarmaco direttamente in sala operatoria, attraverso una sonda innovativa messa a punto al Cnr di Roma, che rileva la radioattività, e anche grazie alla disponibilità di un nuovo macchinario Pet/Tc a elevata sensibilità e trasportabile, è possibile identificare le lesioni tumorali in tempo reale durante l'intervento chirurgico, asportarle e scannerizzarle direttamente in sala operatoria. L'utilizzo del tracciante veicolato dalla Psma, andandosi a legare solo ai linfonodi malati, è in grado di guidare il chirurgo, grazie all'innovativa sonda sviluppata per l'utilizzo in corso di chirurgia robotica, nell'identificare in modo selettivo sedi di malattia al di fuori della prostata (linfonodi), permettendo così un'asportazione selettiva che consente sia di abbreviare i tempi dell'intervento sia di ridurre le complicanze. Nello stesso tempo il tracciante, legandosi esclusivamente alla zona tumorale della prostata, è in grado, grazie a un esame Pet effettuato in sala operatoria sulla prostata appena asportata, di dire al chirurgo se l'intervento ha asportato tutta la prostata, consentendo di apportare dei correttivi alla tecnica chirugica in tempo reale".