Screening con test rapidi a Cagliari, 'prove generali' per la stagione estiva

Roberta Secci
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AGI - Il test dura un minuto, forse meno. “Abbassi la mascherina, lasciando scoperto il naso. Solo il naso, non anche la bocca”. L'uomo in tuta e occhiali anti-Covid è fulmineo. Il tempo di un paio di respiri e un bastoncino sottile penetra nelle narici, una dopo l'altra. Fastidio momentaneo, nessun dolore ed è già finita. Avanti un altro. L'organizzazione dello screening di massa ‘Sardi e sicuri' della Regione Sardegna che ha debuttato in 16 scuole e alla Fiera di Cagliari spazza via ogni pregiudizio. File sì lunghe, ma ordinate e soprattutto insospettabilmente rapide.

Un modello ormai rodato

Quello che a Cagliari si sperimenta  è il modello che potrebbero trovarsi di fronte i passeggeri in arrivo in Sardegna in porti e aeroporti, dove saranno allestite postazioni per i test rapidi cui potranno sottoporsi coloro che non sono stati vaccinati o non hanno una sorta di patentino di negatività. Le prove generali l'isola le ha iniziate ai primi di gennaio in Ogliastra, con lo screening di massa targato Andrea Crisanti, microbiologo scelto dalla presidenza della Regione come consulente per la gestione dell'emergenza Covid. Ora, dopo le tappe del Nuorese e del Medio Campidano, la macchina dovrebbe essere rodata.

Chi si presenta nei punti allestiti a Cagliari osserva in modo scrupoloso le prescrizioni anticoronavirus: mascherina sul volto e soprattutto si posiziona ordinatamente (sorpresa!) a debita distanza dagli altri. Nel campo da basket del liceo ‘Pacinotti', in via Liguria, sabato pomeriggio si sta in coda all'aperto, per entrare nella palestra dove l'Ats ha allestito postazioni per indirizzare i cittadini e smistarli alle équipe incaricate di eseguire i testi antigenici rapidi.

80.000 test in due giorni

La Regione ha calcolato 80 mila persone in due giordeni e non sembra che i cagliaritani si siano fatti intimorire dalla prospettiva di lunghe attese. Anche perché, in realtà, è possibile sbrigarsela in un quarto d'ora, venti minuti, fila compresa, sotto lo sguardo dei vigili urbani e con l'aiuto di volontari della Protezione civile, gentili e disponibili. All'ingresso della palestra una di loro indirizza verso i banchetti dove un lettore scansiona la tessera sanitaria e l'incaricato pazientemente spiega cosa aspettarsi, nel consegnare un foglio con le istruzioni per scaricare il referto, se negativo.

“Se il test risulta positivo, la chiameremo fra due-tre ore e dovrà sottoporsi al tampone”, avverte, dopo aver preso nota del numero di cellulare, che serve anche per ottenere, via sms, il codice necessario per accedere all'esito online dopo qualche giorno. Le informazioni sono standard per tutti, ma l'incaricato è pronto anche a rispondere a domande extra, rassicurante e paziente. Si esce veloci, per far posto agli altri. Incrociando le dita.