Scrisse Salvini sparati: giudice invita concilizione

Fcz

Milano, 29 gen. (askanews) - Un accordo bonario tra Matteo Salvini e l'antagonista Valerio Ferrandi, 32enne milanese figlio dell'ex esponente di Prima Linea Mario Ferrandi, ora sotto processo a Milano per diffamazione e minacce a danno del leader della Lega. E' stato il giudice Giuseppe Fazio, del Tribunale di Milano, a chiedere alle due parti in causa di tentare la strada della concilizione per far cessare la battaglia legale tra il numero uno del Carroccio e il giovane antagonista milanese. Così ha concesso tempo fino al 23 marzo prossimo, giorno della prossima udienza, per fare pace attraverso un accordo extragiudiziale. Nel mirino di Salvini, che denunciò il giovane antagonista ed ora è parte civile nel processo contro di lui, sono finite alcuni frasi postate da Ferrandi nell'aprile 2016 sulla pagina Facebook dell'allora ministro dell'Interno: "Salvini, in nome della bellezza e dell'intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?".

Il numero uno del Carriccio oggi non era presente in aula. Il suo legale, l'avvocato Claudia Eccher, ha precisato che è impegnato a Roma per una serie di impegni al Senato. C'era invece l'imputato Ferrandi che non si è detto contrario a un possibile tentativo di conciliazione ma soltanto se l'eventuale accordo non prevederà un risarcimento di natura economica. "Il mio assisitito è diposto a chiarire il suo messaggio, giammai a ristorare un danno economico che non c'è stato", ha chiarito in aula l'avvocato Mauro Straini, che difende Ferrandi insieme al collega Eugenio Losco. "Salvini - ha osservato a udienza conclusa l'avvocato Eccher - è sempre disponibile alla conciliazione in tutti i processo di questo tipo. Ma in questo caso da parte di Ferrandi, che non ha mai neppure chiesto scusa per quello che ha fatto, non c'è mai stato nessun tentativo di avvicinamento bonario".