Scritta "Fontana assassino": due indagati e nuova accusa

fcz

Milano, 15 giu. (askanews) - Spuntano i primi indagati nell'inchiesta avviata dalla Procura di Milano dopo la comparsa della scritta "Fontana assassino" su un muro di Crescenzago, quartiere alla periferia Nord Est di Milano: sono due esponenti dei Carc, il partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista che aveva immediatamente rivendicato la paternità dell'iniziativa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, sarebbero stati loro gli autori della scritta comparsa nella notte del 15 maggio scorso. Ora sono indagati per minacce e diffamazione nei confronti del governatore lombardo che, dopo quell'episodio, è stato raggiunto da decine di messaggi con insulti e intimidazioni che poi il suo legale, l'avvocato Jacopo Pensa, ha raccolto all'interno di un dossier intitolato "il cima d'odio" ora al vaglio degli inquirenti milanesi. Per loro è anche scattata l'accusa di imbrattamento dopo la denuncia presentata nei giorni scorsi in procura dal proprietario del muro danneggiato dalla scritta.

Sono invece quattro le persone sotto accusa per la scritta "Fontana assassino, Sala zerbino" vergata su un muro del quartiere Chiesa Rossa nella notte tra il 5 e 6 giugno. Sono giovani antagonisti dello Zam, centro sociale della periferia Sud di Milano, indicati dagli investigatori della Digos come autori materiale della scritta che, oltre al governatore lombardo, ha preso di mira anche il primo cittadino milanese. Anche in questo caso le accuse contestate sono minacce e diffamazione.