Scrittori: è morto il poeta Paul Polansky, il difensore del popolo zingaro

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Belgrado, 27 mar. – (Adnkronos) – Lo scrittore e poeta statunitense Paul Polansky, noto per il suo impegno per la salvaguardia dei diritti umani a favore del popolo Rom nell'est dell'Europa, è morto a Nis, in Serbia, all'età di 79 anni dopo una lunga malattia. Il funerale si terrà lunedì 29 marzo a Knez Selo, sempre in Serbia.

Come attivista dell'emancipazione dei Rom e la loro integrazione nei Balcani nel 2004 Polansky è stato insignito, su proposta dello scrittore tedesco Premio Nobel Gunther Grass del prestigioso Human Rights Award della città di Weimar. Nel 1999 era stato ingaggiato dalle Nazioni Unite e inviato nel Kosovo come intermediario tra le istituzioni e i gruppi Rom perseguitati. Nel 2005 aveva realizzato il film-documentario "Gipsy Blood", premiato al Golden Wheel.

Polansky ha pubblicato ventisette libri, fra i quali sedici di poesia. Tra le sue raccolte poetiche figurano "Living Through It Twice", "The River Killed My Brother" e "Not a refugee", che descrivono le atrocità commesse da cechi, slovacchi, albanesi ed altri contro il popolo zingaro. In italiano sono usciti i suoi volumi "Undefeated" (Multimedia Edizioni, 2009), "Boxing Poems" (Volo Press edizioni, 2010), "Poesie" (Damocle Edizioni, 2011), "La mia vita con gli zingari" (Datanews, 2011), "Il silenzio dei violini" (con Roberto Malini, Il Foglio Letterario, 2012), "La mano di Dio" (con Roberto Nassi, Il Foglio Letterario, 2012), "Cry, Gypsy. Poems of Germany's Forced Deportations of Kisovo" (Volo Press edizioni, 2012), "Il pianto degli zingari" (Volo Press edizioni, 2013).