Scrittori: addio a Alain Joubert, firmò l'autodissoluzione del Surrealismo

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Parigi, 15 mag. – (Adnkronos) – Si era unito ventenne al gruppo del grande poeta André Breton, collaborando alle "revisioni" del movimento surrealista fino all'auto-scioglimento, deciso proprio con una dichiarazione redatta il 23 marzo 1969 su sua iniziativa. Per Alain Joubert il Surrealismo è stata una ragione per vivere: ma il Covid ha avuto l'ultima parola, pur essendo vaccinato era risultato comunque positivo ed è morto in ospedale all'età di 85 anni, come riferisce il quotidiano parigino "Le Monde", che ha appreso la notizia della scomparsa, avvenuta il 22 aprile, solo a funerali avvenuti dalla famiglia.

Grande appassionato di cinema, saggista, scrittore di narrativa e poeta, il francese Alain Joubert è stato per lungo tempo una colonna di "La Quinzaine littéraire" di Maurice Nadeau, dove è stato uno dei principali critici letterari.

Joubert scoprì il surrealismo nel 1952 e, tre anni dopo, incontrò André Breton: "Ho sempre pensato che non stavamo diventando surrealisti ma che lo fossimo. Lo eravamo inconsapevolmente. Nel Surrealismo ho trovato un'eco esemplare delle mie preoccupazioni". Sempre sul filo del dandyismo, secondo Philippe Audoin, Alain Joubert interpretò, come scrisse Petr Kral, un ruolo molto dinamico in tutti i dibattiti del gruppo surrealista degli anni '60, per collegarlo infine ai nuovi brividi precursori dell'esplosione del maggio francese del '68 maggio. Pur rimanendo sempre un convinto e battagliero difensore del "Grande Surrealismo" per tutto il resto della sua vita, Joubert prese parte a tutte le attività surrealiste fino all'auto-scioglimento del gruppo, di cui peraltro fu uno dei più convinti sostenitori.