Scrive un post contro il governo: ucciso nel dormitorio universitario

Ucciso in dormitorio universitario

Uno studente di Ingegneria è stato ucciso in un dormitorio universitario per aver scritto un post sui social contro il governo. La Polizia ha ora identificato 13 persone che potrebbero essere coinvolte nell’omicidio.

Studente ucciso in un dormitorio universitario

Il protagonista dell’episodio, avvenuto in un dormitorio universitario del Bangladesh, è Abrar Fahad. Il ragazzo si era espresso contro l’esecutivo bengalese e per questo è stato picchiato dagli studenti del movimento studentesco che fa capo al partito governativo (BCL). L’hanno trascinato fuori dalla sua stanza e l’hanno condotto in un’altra, dove l’hanno violentato per ore.

Un ragazzo dello stesso collegio ha detto di aver visto Abrar in una camera dopo il pestaggio. “Era ancora vivo, con l’aiuto di altri studenti l’abbiamo portato al piano inferiore. Continuava a chiederci di essere portato in ospedale“, ha detto. Ma poi sono sopraggiunti di nuovo gli aggressori e poco dopo il ragazzo è deceduto.

I medici che hanno effettuato l’esame autoptico hanno trovato sul suo corpo numerosi traumi ed emorragie interne. La Polizia ha avviato le indagini per identificare i responsabili e ha arrestato in totale 13 persone. Altre 6 sarebbero sospettate.

La morte di Abrar ha causato molta indignazione tra gli studenti dell’università, che hanno dato inizio a numerose proteste a Dacca e in altre città. Diversi gli slogan pronunciati, tra cui quello che chiede la pena di morte per i responsabili dell’omicidio.

Violenza nelle università del Bangladesh

L’episodio fa luce sulla cultura della violenza nelle università pubbliche, molto diffusa in Bagladesh. I responsabili sono gli studenti della BCL. Spesso i nuovi studenti sono anche obbligati a partecipare agli incontri del partito solo per poter stare tranquilli nel dormitorio.

Nonostante sia vietato che un partito abbia un movimento studentesco, la BCL si serve della sua rappresentanza giovanile per eliminare chi ha una visione diversa. Durante le proteste i manifestanti vengono spesso aggrediti con bastoni e manganelli. Simbolo di ciò è la foto, diventata virale, di uno studente che viene colpito con un martello.