Scudo penale: cos’è e quali sono le conseguenze sul caso Ilva

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Di scudo penale se n’è parlato e se ne continua a parlare in modo particolare in relazione al caso Ilva, dopo l’annuncio del ritiro di ArcelorMittal. Proprio la sua cancellazione è una delle motivazioni con cui il colosso dell’acciaio ha motivato l’addio all’azienda di Taranto. Ma cos’è lo scudo penale e quali sono le conseguenze di una sua possibile reintroduzione?

Scudo penale: cos’è

Per scudo penale si intende un’immunità garantita a soggetti, che possono così contare su una protezione legale dalla commissione di eventuali reati. Nel caso dell’Ilva, la protezione riguarda i manager aziendali da eventuali ripercussioni penali per reati verificatisi anni prima e a cui sono estranei. Nel caso dell’acciaieria tarantina, infatti, il problema fondamentale resta ancora oggi quello dell’inquinamento ambientale, che può manifestarsi anche dopo molti anni, quando i responsabili del danno sono ormai stati sostituiti da altre figure al vertice dell’azienda.

Le conseguenze sul caso Ilva

Era il 2015 quando lo scudo penale è stato concesso all’impianto tarantino, che allora si trovava sotto amministrazione straordinaria, al fine di tutelare i gestori presenti e futuri. Il governo gialloverde ha abolito l’immunità nel 2019, con un emendamento al Decreto crescita (prima firmataria l’allora ministra Barbara Lezzi), definendola un privilegio ingiustificato di cui godeva l’ex Ilva ma negato ad altre realtà della penisola. Il 22 ottobre, anche la nuova maggioranza giallorossa ha votato, in Commissione al Senato, per l’eliminazione dello scudo. Sul caso si sono espressi anche i giudici della Consulta, che lo hanno dichiarato incostituzionale in quanto discriminatorio nei confronti di altre aziende.

La decisione di Lega e M5s ha scatenato l’ira di ArcelorMittal, i cui vertici hanno lamentato un cambiamento delle condizioni rispetto a quando hanno firmato il contratto di acquisizione dell’impianto. A sostegno della reintroduzione dello scudo penale si è espresso Matteo Renzi, come metodo per “togliere l’alibi a Mittal”