Scudo penale ex Ilva, l'avvertimento di Di Maio

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di Ileana Sciarra"Il Parlamento è sovrano e decide assumendosi le sue responsabilità". Ovvero, se i numeri dovessero mancare tutti a casa, perché sull'immunità penale verrebbe messa la fiducia e il Parlamento chiamato a decidere. Con tutti i rischi del caso, considerando i numeri 'traballanti' della maggioranza al Senato. E' l'avviso che, a quanto apprende l'Adnkronos, ha calato sul tavolo Luigi Di Maio, quando a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte ha riunito i parlamentari tarantini del M5S e la 'battagliera' Barbara Lezzi per sondare gli umori su un possibile reinserimento dello scudo penale: lo stop all'immunità è infatti tra le motivazioni addotte da AncelorMittal per abbandonare l'ex Ilva. E il ministro degli Esteri, nonché capo politico del Movimento, alla presenza di Conte ha tirato in ballo la crisi di governo come una possibilità concreta.  

Lezzi, raccontano alcuni presenti, era andata via da poco, dopo uno scontro col presidente del Consiglio e la promessa di non votare mai e poi mai l'immunità penale. Al tavolo erano rimasti gli eletti tarantini e i ministri Stefano Patuanelli e Federico D'Incà, anche loro convocati alla riunione voluta da Conte. Lezzi, racconta uno dei presenti, "è stata la più passionale ma i tarantini sono stati compatti sullo stop allo scudo", un colpo di bianchetto voluto dagli stessi 5 Stelle e inserito nel dl imprese dopo che il governo lo aveva ripristinato. Di Maio ha taciuto per gran parte della riunione, alla fine ha detto la sua, lasciando intendere che sull'ex Ilva, se necessario, si rischia anche la crisi del governo. Un 'avviso ai naviganti' - la lettura di alcuni presenti all'incontro - che ha spiazzato molti. Della questione si parlerà alla riunione dei deputati M5S in programma a Montecitorio e a cui prenderà parte lo stesso Di Maio.