Scuola, Anief: per le supplenze presidi chiamano universitari -2-

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Roma, 7 set. (askanews) - "Lo scorso anno - ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - furono oltre 10.000 i docenti a essere assunti con un contratto annuale tramite 'messa a disposizione'. Quest'anno saranno almeno il doppio, alla luce dell'incremento di supplenze con scadenza 31 agosto o 30 giugno 2020, conseguente a una serie di circostanze, che porterà a sottoscrivere quasi 200 mila contratti a termine: l'alto numero di pensionamenti, circa 40 mila, metà dei quali con Quota 100; le oltre 20 mila immissioni in ruolo mancate sulle 53.627 autorizzate dal Mef, i 20 mila posti ufficialmente vacanti non autorizzati per i ruoli; le decine di migliaia di cattedre in organico di fatto, ma in realtà vacanti, l'ostinazione del Miur a lasciare chiuse le GaE, a non utilizzare gli abilitati di seconda e terza fascia d'istituto per le assunzioni a tempo indeterminato e a non autorizzare i vincitori di concorso a spostarsi di regione. Senza dimenticare la decisione del ministro dell'Istruzione e del Governo uscente di puntare tutto sui concorsi, facendo finta di non sapere che nel frattempo la Commissione Europea ha recapitato all'Italia una lettera di costituzione in mora per abuso di precariato. Le graduatorie di istituto devono essere trasformate in provinciali, aggiornate ogni anno e utilizzate per il reclutamento attraverso l'attuale doppio canale in presenza di Gae esaurite dove collocare ogni semestre il personale che si abilita con corsi abilitanti ordinari o si laurea. Soltanto così si affronta il problema appena denunciato".

Insomma "è stata somma degli errori prodotti da chi ha governato negli ultimi anni la scuola, senza mai ascoltare i consigli e le proposte di chi, come l'Anief, la vive ogni giorno, anche sotto forma di emendamenti alle varie leggi approvate, ad averci portato a questo stato di cose. Arrivando - continua Pacifico - anche a licenziare maestri, con diploma magistrale, già assunti in ruolo o itp, con tanto di anno di prova svolto, per ottemperare alle discutibili sentenze del Consiglio di Stato, senza riuscire nemmeno ad assicurare il mantenimento del docente licenziato sulla cattedra almeno sino alla fine dell'anno scolastico. Speriamo che aver toccato il fondo, affidando tante migliaia di cattedre a giovani senza esperienza e anche privi del titolo di studio, faccia rinsavire chi di dovere".

"Confidiamo nell'entusiasmo del nuovo ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, per assistere a una svolta che porti nei ruoli i precari estromessi in modo illegittimo, assicurando, anche a breve con il decreto salva-precari rivisto e corretto, una didattica non più affidata a docenti probabilmente pure preparati, ma non ancora pronti per mettersi dietro la cattedra", conclude il sindacalista a capo dell'organizzazione rappresentativa. Noi siamo pronti a spiegare le nostre proposte".