Scuola, Azzolina: “Possibili lezioni a distanza anche a settembre”

lezioni a distanza anche a settembre, l'ipotesi di azzolina

Lo sviluppo dell’epidemia è ancora oggi imprevedibile. Le misure di contenimento, di distanziamento sociale e di isolamento stanno dando (timidi) risultati. L’ultimo bollettino del Dipartimento della Protezione Civile registra infatti un calo dei contagi e dei decessi. È fondamentale adesso non allentare la presa e continuare a seguire le regole in maniera ligia. Non è previsto infatti ancora un rientro alla normalità. Il decreto estende il lockdown totale fino al 13 aprile e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 15 maggio. Il decreto scuola 2020 prevede varie ipotesi per il rientro a scuola e per lo svolgimento delle prove finali di terza media e di maturità. Tra i possibili scenari previsti per i prossimi mesi compare quello delle lezioni a distanza anche a settembre.

Lezioni a distanza anche a settembre?

La ministra Azzolina intervistata da Fabio Fazio a Che tempo che fa ha illustrato le ipotesi che si stanno vagliando al Ministero per il futuro della scuola italiana. Per ogni tema si cercano due proposte: una nel caso in cui si possa tornare a scuola il 18 maggio e una nel caso di un ritorno a scuola a settembre.

Se il virus dovesse ripresentarsi in autunno, ci sono due possibili scenari. Da una parte l’estensione della didattica a distanza anche all’anno nuovo, dall’altra il rientro in classe con misure di distanziamento sociale.

Entrambi gli scenari presentano delle difficoltà notevoli. La didattica a distanza si scontra con la bassa formazione digitale degli insegnanti, con la mancanza di rapporto umano (fondamentale per la formazione) e con il problema dell’accesso a internet. Il limite del distanziamento sociale all’interno delle classi stesse risiede invece nelle classi affollate o “classi pollaio“, come le definisce la Ministra, è un problema “atavico della scuola italiana”, che però andrebbe risolto prima del rientro a settembre.

La ministra Azzolina ha detto più volte durante l’intervista che il rientro o meno entro la fine dell’anno scolastico non dipende da lei, ma dall’evoluzione del virus e dal parere dei virologi. Compito dei politici è operare al massimo della prudenza e della sicurezza della salute di studenti e studentesse.

L’esame di maturità e di terza media

Chi sta soffrendo maggiormente per i disagi della didattica a distanza e della situazione ancora incerta sono sicuramente i ragazzi che si preparano ad affrontare l’esame di maturità. Il decreto scuola 2020, approvato in Cdm nella giornata di lunedì 6 aprile, prevede due ipotesi: se si rientra in classe entro il 18 maggio, sarà previsto lo svolgimento di una prova scritta di italiano gestita dal Ministero, della seconda prova e di una prova orale disciplinare scelte dalla commissione interna. Se si rientrerà a settembre, invece, sarà prevista un’unica prova orale da sostenere online. La ministra invoca la responsabilità degli studenti e delle studentesse, tenute ad affrontare questa prova in un momento di difficoltà anche logistico.

Infine aggiunge che, in queste condizioni particolari, tutti gli studenti saranno ammessi all’esame. Ma, specifica subito dopo, che essere ammessi non significa essere automaticamente promossi.

Anche per quanto riguarda l’esame di terza media, si stanno vagliano due ipotesi. Se non si tornasse in classe entro il 18 maggio, è prevista una prova dove gli studenti presenteranno un elaborato (una tesina multidisciplinare) fatto con i loro insegnanti. I lavori saranno poi valutati durante lo scrutinio finale.